L’Italia non abbandoni i 140mila italiani residenti in Venezuela

La situazione nel Paese sudamericano è drastica, in Venezuela esiste una forte presenza italiana che non può essere più trascurata

Caracas, anno 1998: vince le elezioni presidenziali venezuelane, con un astensionismo di oltre il 60% il Tenente-Colonnello Hugo Chavez, che porta il Paese direttamente nelle mani del castrismo cubano. E lo fa immediatamente, nonostante molti politici ed analisti politici italiani credano ancora alle promesse dei Socialisti del Secolo XXI.

L’Italia con il suo Consolato Generale a Caracas ed altri Consolati onorari, seppur dimostrando pochissima funzionalità dai anni, si ritrova a dover far fronte a centinaia di migliaia di richieste di cittadinanza, passaporti, documenti in generale. Pochi sono stati in questi lunghissimi 20 anni i tentativi di rendere il servizio ai propri concittadini un pochino più cortese, ma soprattutto più spedito ed efficiente. Sono 20 anni di attesa inutile e sofferenze per gli italo-venezuelani.

Come ultimo, abbiamo assistito al tentativo targato PD di istituire un metodo di appuntamenti da coordinare online, gestito direttamente dalla Farnesina, in modo da agevolare le pratiche. Risultato che dopo alcuni anni si dimostra ancora peggiore dei sistemi precedenti, poiché oltre alle lunghissime attese viene a mancare un servizio di informazione adeguata alla pratica che ogni cittadino deve svolgere.

Si viene a creare un meccanismo, inoltre, che causa problemi ancora più gravi e più pesanti per i cittadini italiani che abitano nel Venezuela (circa 140.000) ed i loro oriundi che si calcolano in alcuni milioni. Si giunge così ad una gestione di appuntamenti online con date previste anche nel tempo di un anno di attesa ed un sistema che fa sprofondare quel poco di credibilità che l’Italia offre ai propri connazionali, creando un modus operandi di cui non conosciamo l’origine né la sua estensione, di persone che si offrono a garantire appuntamenti a cambio di pagamento. Questo sistema risulta inoltre, a parte il pessimo sevizio concesso, uno strozzinaggio per gli italo-venezuelani poichè la maggior parte non è in grado di pagare tali somme.

E’ da tenere presente che la svalutazione e l’inflazione della moneta venezuelana in questi anni di regime socialista del Secolo XXI sono arrivate a livelli da record Guinness, superando di gran lunga quella argentina di vari anni orsono.

Inoltre è praticamente impossibile svolgere un lavoro stabile, essere curati nelle strutture pubbliche, ricevere una pensione (Accordo Italia-Venezuela del 2014) in una nazione che ha distrutto tutto ciò che di utile vi fosse. L’economia è a pezzi, vicinissima allo stallo generale, i servizi inesistenti: gli italiani muoiono di fame e di malattie anche comuni e semplici. Presenteremo un dossier con la Giornalista del TG2, Anna Mazzone, al Ministro degli Interni Matteo Salvini, il quale ha già dichiarato che gli italiani del Venezuela sono importanti per lui.

In tantissimi vorrebbero tornare in Italia per ricevere cure ospedaliere, altri ancora vorrebbero effettuare il rientro, i genitori si disperano per poter mandare almeno i figli a studiare in Italia.

Gli italo-venezuelani sono gli emigrati di ultima generazione, e ne arrivavano ancora negli anni ’80, ma nulla di questo è possibile se non si riesce nemmeno ad ottenere un semplice appuntamento.

Essendo stati ricevuti dal Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo, in presenza del suo portavoce Ricky Filosa con il quale abbiamo anche collaborato nella stesura dia articoli sul Venezuela), abbiamo assistito con piacere, ancora prima che esponessimo i problemi della Comunità Italiana del Venezuela, alla promessa da parte del Sottosegretario Merlo, ovvero quella di superare il “Prenota online”.

La situazione dei nostri connazionali è drammatica e peggiora di ora in ora; la Comunità Internazionale si sta dando da fare (USA, Canada, ONU, OAS, UE, paesi latino-americani) prendendo misure, speriamo sempre più forti, contro un regime che si rifiuta di lasciare il potere, che uccide la propria popolazione. Una situazione accusata anche presso la Corte Penale dell’Aja, attraverso lo Statuto di Roma, ma che forse l’Italia preferisce ignorare.

Noi italo-veneuelani conosciamo bene come svolgono i loro servizi altri Consolati ed Ambasciate presenti nel paese, perché le comunità straniere sono moltissime e dobbiamo ammettere, anche se urta il nostro patriottismo verso l’Italia, che stipulando una graduatoria, possiamo affermare che i servizi offerti dall’Italia sono fra i peggiori, considerando fra l’altro che il nostro paese di origine è persino parte gel G7, o almeno lo è stato in tempi recenti.

La nostra richiesta dunque, ascoltando le voci delle Associazioni italo-venezuelane presenti in Italia e presenti soprattutto nel Venezuela, è quella di offrire ai nostri connazionali un servizio più attento alla gravissima crisi che si vive nel Paese, ricordando che ad esempio la Spagna di collaboratori assunti dal loro Consolato ne conta addirittura 100; ed un servizio che non porti allo strozzinaggio di coloro che a mala pena possono alimentarsi una volta al giorno, stando alle statistiche delle organizzazioni mondiali quali HRW e FAO.

*Comunità Italo-Venezuelana ed Amici del Venezuela