L’Italia è il secondo paese più vecchio del mondo dopo il Giappone

Siamo uno dei paesi più longevi al mondo. Ma tra 30 anni un italiano su 3 avrà oltre 65 anni. Fdi: “Servono misure a sostegno delle famiglie che hanno badanti alle proprie dipendenze”

L’Italia è uno dei paesi più longevi al mondo. Un bambino che nasce oggi ha una aspettativa di vita che va oltre gli 80 anni, 85 se si tratta di una femmina. Secondo il rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese, presentato oggi a Montecitorio, in presenza di un calo di natalità, aumenta lo squilibrio demografico: con quasi 170 anziani (persone di almeno 65 anni) ogni 100 giovani (tra 0 e 14 anni), l’Italia è il secondo paese più vecchio al mondo dopo il Giappone.

Un Paese sempre più “vecchio” e che soffre di solitudine, in cui gli anziani che vivono da soli passano oltre 10 ore senza interazioni sociali.

Giorgio Alleva, presidente Istat, ha messo in evidenza come questo “comportare, dal punto di vista degli individui, un maggiore rischio di isolamento”, spiegando come “l’ampiezza e la varietà delle reti sociali in cui si è inseriti testimonia e spinge a una maggiore fiducia verso gli altri con risvolti positivi per la società nel suo complesso”.

Marco Silvestroni, deputato di Fratelli d’Italia, coglie l’occasione per “una seria riflessione che non può più essere procrastinata, quella sul mondo del lavoro domestico, di colf e badanti. Tra circa trent’anni in Italia un italiano su tre sarà ultrasessantacinquenne, concentrati soprattutto al Sud dove, peraltro, la povertà dilaga”. Dunque? “Servono misure a sostegno delle famiglie che hanno badanti alle proprie dipendenze, servono incentivi e occorre regolarizzare il settore. E per questo rilanciamo una semplice proposta di legge: esenzione totale delle tasse per tutti i pensionati riconosciuti bisognosi di accompagnamento e a basso reddito e contributi previdenziali delle badanti a carico dello Stato”.

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