L’Italia del benessere che non c’è più

Oggi i nostri giovani, anche super laureati, non trovano alcun lavoro. Spero che qualcuno dei nuovi eletti voglia lottare per risolvere la prima urgenza, recuperare l’Italia del benessere e del lavoro per tutti

“Sono gli anni in cui abbiamo raggiunto il più alto tenore di vita della nostra storia: non avevamo capito che il conto l’avrebbero pagato i nostri figli”. (Bruno Vespa)

“Ah gli anni sessanta… Tutto era possibile, senza regole né codici, le nostre menti erano fresche e pulite”. (Barbara Hulanicki, stilista e imprenditrice britannica)

“Ragazzi, studiate, avere una laurea vi permetterà di lamentarvi della disoccupazione con molti più aggettivi e sinonimi”. (Cetty, autrice satirica italiana)

“Non c’è peggiore povertà materiale di quella che non permette di guadagnarsi il pane e che priva della dignità del lavoro”. (Papa Francesco)

“Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di stato alle prossime generazioni”. (James Freeman Clarke, teologo statunitense)

L’ITALIA DEL BENESSERE

Ho una certezza: i giovani di oggi neanche immaginano l’Italia del benessere spensierato che fu. Forse ricordate la battuta sui bambini vietnamiti, disorientati al tempo in cui cessarono i bombardamenti, i combattimenti. Cosa stava succedendo? Erano cresciuti, ogni giorno, nel clima della guerra.

I NOSTRI RAGAZZI NON SANNO

Mutatis mutandis, i nostri ragazzi sono nati e sono cresciuti nella grigia, anzi plumbea, cornice della decadenza: sofferenza economica, disoccupazione, difficoltà di arrivare a fine mese, i servizi che non funzionano, l’Europa che ci schiaccia, e via, la via crucis. Forse non soffrono, abituati così: certamente soffrono meno di noi vecchietti, che quella bella Italia abbiamo vissuto, ricostruendola dopo le devastazioni della guerra perduta.

LA MIA PRIMA MOGLIE, NEGLI ANNI 60…

Per stabilire un confronto tra ieri e oggi, ai miei nipoti racconto un episodio che forse ho già scritto anche qui (gli anziani spesso ripetono le stesse cose). Nei primi anni 60 la mia fidanzata del tempo, neanche ventenne, che poi divenne la mia prima moglie, viveva a Cosenza, non era mai uscita da casa: per seguirmi al Nord, dove mi ero trasferito, prese il mitico Treno del Sole e dopo dodici ore sbarcò a Milano.

SEI PAGINE DI ANNUNCI DI LAVORO

Acquistò il Corriere della sera – come le avevano consigliato – e trovò sei pagine di offerte di lavoro! Alla seconda telefonata ebbe un posto di contabile (lei, che al ginnasio non aveva neanche la sufficienza in matematica) in una delle centinaia di “ditte” che all’epoca prosperavano.

UNA SPERANZA PER IL FUTURO

Oggi, invece, i nostri giovani, anche super laureati, non trovano alcun lavoro. Si sono riunite le nuove Camere e sono stati eletti i presidenti… Spero che qualcuno dei nuovi eletti voglia lottare per risolvere la prima urgenza, recuperare l’Italia del benessere e del lavoro per tutti.

Comments