Lista Silvio Berlusconi – di Arnaldo Ferrari Nasi

(09092011-MM15)- ROMA 09-09-2011 - FESTA ATREJU 2011, FESTA NAZIONALE DELLA GIOVANE ITALIA. NELLA FOTO: SILVIO BERLUSCONI FOTO FRANCESCA RIZZO/ {TM News - Infophoto} --------------------------------------------------------------------------- ATREJU 2011 FESTA ATREJU 2011 POLITICA SILVIO BERLUSCONI

La decisione che Silvio Berlusconi pare stia alla fine prendendo, quella di lasciare o non lasciare il Pdl per formare un nuovo suo movimento, non deve essere semplicemente letta in funzione del possibile risultato elettorale del prossimo anno. Per il Cavaliere questo, con tutta probabilità, sarà il suo ultimo atto politico di rilievo. Sarà la sua “chiusa” e da ciò dipenderà molto del modo in cui verrà ricordata la sua figura. Suppongo che sia questo il motivo di tutto questo lungo periodo di incertezza, certamente devastante per il Pdl, ma qui non è in gioco il tatticismo del partito, qui è in gioco Silvio Berlusconi.

La domanda da farsi, quindi, non è: “quanti voti prenderà?”; bensì: “i suoi, sono ancora con lui? Quanti elettori lo seguiranno e quanti rimarranno col Pdl?”.

Se il Cav non ottenesse un trasferimento plebiscitario o quasi dell’elettorato, con la conseguenza di una dignitosa sopravvivenza del partito da lui creato al suo plateale abbandono,  il risultato non si potrebbe dire positivo. Non è tanto utile cercare di quantificare oggi con la classica domanda sulle intenzioni di voto un partito/movimento/lista (quello di Silvio) che non si sa se ci sarà, che forma avrà, che nome avrà e come sarà rappresentato. E’ più importante verificare, invece, quale sia l’humus, il pensiero intorno a Berlusconi stesso.

In questo senso il dati sono ancora una volta positivi per lui. Anzitutto occorre ricordare che, se all’inizio dell’anno il 70% degli elettori del partito gli preferiva un altro candidato, già alla fine dell’estate la situazione era ribaltata con la maggioranza degli elettori Pdl che rivolevano il Cav. Infatti solo il 14% degli stessi lo ritenevano colpevole per non aver portato a termine una politica riformatrice liberale. Altrettanto interessante, in questo contesto, è che per il 30%, più del doppio, la colpa fosse degli alleati e dei dirigenti del partito. Incolpati essi, più dell’endemico ostruzionismo delle opposizioni (20%).

E qui viene il dunque. Ancora oggi Silvio Berlusconi è il leader più apprezzato all’interno del proprio partito. Se ad un campione rappresentativo di italiani adulti chiediamo chi, su una lista di politici di vecchia generazione, abbia veramente capito che la gente ha voglia di cambiare ed in qualche modo stia cercando una sincera soluzione, l’85% del Pdl risponde Berlusconi. Non succede questo per Bersani tra i democratici (78%) e men che meno per Casini nell’Udc, che si ferma al 64%. In più, proprio nel Pdl sono stati testati anche alcuni altri, tra i nomi in vista del partito, ma colui che ottiene il voto più alto, La Russa con il 36%, si ritrova allo stesso livello di Fini (35%), che tra quegli elettori non è certo ben visto.

Un quadro di questo tipo sembra portare ad una considerazione. Al di là dei voti che l’eventuale “Lista Silvio” potrebbe ottenere, da un’operazione del genere Berlusconi ne uscirebbe vincente ed in massima misura “ripulito” politicamente. E comunque, se continua così, siccome grosse novità nel centrodestra non se ne vedono, l’unica grossa novità sarebbe proprio la mossa del Cav. (analisipolitica.it)

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