Lingua italiana nel mondo, Pessina (Fi): “Al Governo chiediamo fatti, non parole”

“La cultura italiana è qualcosa su cui si dovrebbe investire molto ma molto di più. Quando lo capirà il governo di Matteo Renzi?”

“Anche se il governo mantiene tasse inique e taglia servizi agli italiani all’estero, c’è tra i rappresentanti eletti con il voto dei connazionali nel mondo chi ha il coraggio di sostenerlo in Parlamento e votargli la fiducia. Non riusciamo a capire come si possa dire sì a una manovra economica che ancora una volta toglierà ossigeno a chi ogni giorno lavora per rendere forte il Sistema Italia oltre confine”. Così il senatore Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia.

“Il presidente del Consiglio – prosegue il senatore – ha annunciato l’altro giorno un impegno straordinario del governo per promuovere e diffondere la lingua italiana all’estero, la nostra cultura. 50 milioni di euro, ha promesso il premier, che però troppo spesso ha annunciato senza poi mantenere. Non vorremmo fosse così anche questa volta. Al momento, siamo scettici, consentiteci. E non siamo gli unici. Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE e per giunta segretario del Partito Democratico in Svizzera, proprio a proposito di quei 50 milioni annunciati da Renzi per la cultura tricolore oltre confine, ha dichiarato: ‘Sarebbe bello se ciò avvenisse, ma nella realtà abbiamo ancora gli occhi puntati sul fondo di 5,8 milioni previsto due anni fa dalla proiezione triennale finanziaria’. Soldi che al momento non sappiamo se verranno concessi. Lo sapremo solo quando verrà presentata in maniera definitiva la legge di Stabilità. E comunque – commenta ancora Pessina – è ovvio che certi rappresentanti in Parlamento si accontentano delle briciole”.

Vittorio Pessina
Sen. Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia

“La cultura italiana – sottolinea il responsabile di Forza Italia nel mondo – è qualcosa su cui si dovrebbe investire molto ma molto di più. Lo sottolinea spesso il viceministro degli Esteri Mario Giro, ‘cultura italiana come soft power nel mondo’, ma anche come possibilità di business. Eppure fino ad oggi non è stato così. Fino ad oggi solo tagli che hanno messo a rischio il lavoro degli enti gestori e di coloro che operano nel mondo in questo importante settore”.

Secondo Pessina “è ora di cambiare registro, non possiamo continuare a credere alle promesse ventilate ad ogni scadenza elettorale: vogliamo fatti, non parole. Ci aspettiamo perciò – conclude – determinazione e chiarezza di volontà e di azioni da chi abbiamo mandato a Roma per difendere i nostri interessi. Che sono poi quelli dell’Italia nel mondo”.

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