Lingua italiana nel mondo, ‘troppo poche le risorse a disposizione’

La diffusione della lingua italiana nel mondo è un tema enorme, e di altrettanto enorme importanza per la diffusione della cultura e dell’economia italiana. La commissione nazionale dell’Unesco, dice il presidente Franco Bernabè, "sta facendo il possibile per promuoverla, pur con lo poche risorse a disposizione".

Verte sempre sui fondi il problema principale, quando si parla di lingua e cultura. E anche i vertici Unesco, nella audizione sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo presso il comitato per le questioni degli italiani all’estero e la commissione cultura del Senato, non mancano di sottolineare questo punto. Spiegando poi che "il tema della diffusione linguistica nel mondo è enorme, è molto delicata la responsabilità di tutti coloro che si occupano di questa tematica. Tutti gli esperti sottolineano il soft power della lingua come veicolo di cultura e la necessità di preservare le lingue minori".

Secondo Bernabè "promuovere l’insegnamento della lingua italiana è fondamentale sia in una ottica economico-commerciale che a livello specificamente culturale. Apprendere la nostra lingua continua a essere un veicolo fondamentale per visitare il nostro vasto patrimonio culturale".

Ma c’è anche una forte valenza sociale da non sottovalutare, che lega l’italiano all’immigrazione in senso opposto rispetto a quanto accadeva fino a 50 anni fa. "Oggi i corsi degli Istituti italiani di cultura sono rivolti a stranieri che vogliono apprendere l’italiano sia per motivi di lavoro che per interesse culturale, al contrario di quanto succedeva nell’immediato dopoguerra quando erano rivolti essenzialmente a italiani emigranti. Ma l’Italia è chiamata a sviluppare l’insegnamento linguistico anche verso l’immigrazione in entrata, affinché l’integrazione non sia solo superficiale: allo stesso modo è necessario che i destinatari abbiano un atteggiamento positivo, di non chiusura verso il paese in cui vanno a stabilirsi".