Lingua italiana, come si parla oggi? Ecco le quattro varietà di italiano

Dopo circa sei secoli di circolazione in ambiti sociali molto ristretti e prevalentemente nell’uso scritto, dopo l’Unità politica della nazione l’italiano è diventata gradualmente la lingua parlata dall’intera popolazione (circa 60 milioni di abitanti dell’Italia e di altri piccoli territori).

L’uso quotidiano da parte di una simile massa di parlanti ha prodotto nella lingua notevoli cambiamenti: non sono cambiate le strutture portanti del sistema linguistico, ma soprattutto sono diventate accettabili sia nel parlato sia nello scritto di media formalità molte forme di maggiore comunicatività, esistenti da tempo ma censurate dalla norma ufficiale.

Un parlato italiano più sciolto si è reso particolarmente necessario con l’avvento dei mezzi di comunicazione di massa. D’altra parte, permane, anche se in misura molto minore e in forme attenuate, l’uso dei dialetti, in passato fortemente parlati da tutte le classi sociali.

Data questa somma di condizioni nuove, nel quadro linguistico dell’italiano odierno si possono individuare, riassuntivamente, quattro varietà d’italiano: l’italiano “standard”, derivante dalla tradizione scritta e adatto agli usi formali e tecnici; l’italiano “dell’uso medio”, praticato nella comunicazione spontanea colta, nei testi d’informazione e in una larga parte della narrativa; l’italiano “regionale”, proprio dei parlanti che conservano (soprattutto nella pronuncia) una riconoscibile patina dialettale; l’italiano “popolare”, che rappresenta il tentativo di usare l’italiano da parte delle persone di bassa istruzione. Sul versante dei dialetti si possono osservare i fenomeni di progressiva alterazione di questi idiomi venuti a stretto contatto con l’italiano.

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