Licenziamenti facili, la suggestione delle parole – di Giampiero Pallotta

L’uomo si distingue dagli animali perché ha la parola, che però ha i suoi inconvenienti: le parole possono “suggestionare”. I pubblicitari sanno benissimo che i consumatori non si fidano delle novità e allora chiamano “biscotti della nonna” anche quelli che vengono fabbricati con le stesse tecniche e gli stessi prodotti dei biscotti standard. Anche con le ricerche “demoscopiche” bisogna stare attenti. Fanno domande solo per ottenere risposte scontate per dare addosso al governo. I maestri nel “maneggio” delle parole sono i politici. Costoro sanno che la gente non legge che i titoli degli articoli e non s’interessa di politica. Non s’informa mai a fondo per sapere come stanno le cose.

Ecco perché la “demagogia” e’ merce che si vende bene: non si tratta d’imbrogliare persone sveglie e attente, ma persone che a quel problema dedicano “pochi secondi” e si fermano alla prima parola che leggono. In Italia abbiamo avuto un eccezionale esempio di questo modo di fare nel 1953. Fu proposto un premio di maggioranza per la coalizione che avesse raggiunto il 50% dei voti, assegnandole il 65% dei seggi, e la legge, se fosse entrata in vigore, ci avrebbe evitato il “ridicolo” e il “malgoverno” di cinquanta governi in quarant’anni. Ma il Pci, che con quella legge non avrebbe piu’ avuto il potere “consociativo” con chi era al potere, la denominò “legge truffa” e non passò. Col tempo gli italiani non sono diventati più furbi. Si e’ chiesto loro un paio di volte se fossero a favore dell’energia nucleare e la risposta e’ stata ovvia: “Nucleare è stata la bomba di Hiroshima! Dovrei votare per la morte dei miei figli?”. L’ultima prodezza di questi “mistificatori” di sinistra e’ di questi giorni. L’Europa e il buon senso hanno richiesto che la si smettesse con l’inamovibilità dei lavoratori superprotetti e illicenziabili e le nuove norme sono state battezzate “licenziamenti facili”. Chi mai potrebbe essere a favore dei licenziamenti facili? Ma la gente si fermerà a quelle due parole e si convincerà "che tutti potranno essere licenziati e i figli moriranno di fame". I licenziamenti facili non ci saranno, ma se non si faciliterà la mobilitazione, l’Italia fallirà di sicuro; allora sì che saranno in molti a morire di fame.

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