Libia, Processare i ribelli insieme a Gheddafi – di Giampiero Pallotta

Non solo in Libia, ma anche in Siria ci sono stati massacri provocati dal governo di Assad, perche’ allora due pesi e due misure? La giustizia internazionale non e’ credibile. Assad ha forti protezioni e dunque è assai pericoloso mettersi contro il suo regime, al massimo lo si può criticare. E poi in Siria non c’e’ petrolio. Invece con Gheddafi è stato tutto assai più facile. L’unico vero alleato era l’Italia che, per difendere i suoi “interessi nazionali”, e’ stata “costretta” ad entrare nell’alleanza che gli ha fatto la guerra.

Oggi l’Italia tratta con i ribelli per “ripristinare” tutti gli accordi precedenti ed ottenere altri benefici, ma non quanti se ne “accaparreranno” i francesi e gli inglesi.

Gheddafi, e alcuni suoi figli, sono sotto processo all’Aia, e dovranno rispondere di “crimini di guerra”, al contrario di Assad, che non risponderà di un bel niente, pur avendo massacrato civili inermi. E i ribelli libici? Contro di loro, contro i loro crimini non si muove nessuno, eppure ne hanno commesse di esecuzioni sommarie. I corpi di oltre 30 uomini, soldati “lealisti” di Gheddafi, sono stati rinvenuti, crivellati da colpi d’arma da fuoco, in un accampamento militare nel centro di Tripoli, in una delle aree dove negli ultimi giorni si sono concentrati gli scontri. Almeno due erano ammanettati e questo potrebbe significare che gli uomini sono stati “giustiziati”. Altri cadaveri sono stati ritrovati in un vicino ospedale da campo. Uno di loro era legato a una barella in un’ambulanza, con l’ago di una flebo ancora attaccato al braccio. Alcuni dei cadaveri indossavano uniformi militari, ma altri erano in abiti civili. A indicare che si trattava di soldati fedeli al rais è il fatto che nell’accampamento c’erano le bandiere verdi del regime e immagini del colonnello.

Alcuni dei morti erano uomini di colore e potrebbe, dunque, trattarsi di “mercenari”.

Anche questi sono “crimini di guerra”. E chi sa quante altre stragi hanno la firma dei “ribelli”. Qualcuno cercherà di giustificarli: stanno combattendo contro una dittatura che altrimenti li avrebbe massacrati. Ma questo non giustifica le esecuzioni sommarie. Si giudichi pure Gheddafi, ma una giustizia che si rispetti deve processare i “ribelli” esecutori di queste nefandezze ed anche Assad. Altrimenti si smetta di parlare di giustizia.

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