Libia, le sparate di Prodi: ecco cosa ha detto – di Leonardo Cecca

Si sa che il passare degli anni a volte provoca, anche in breve tempo, effetti devastanti sulla mente umana, poi se a questa debacle naturale aggiungiamo anche due batoste in due anni, come è capitato all’aspirante Capo di Stato Prodi, ecco che si scivola nel ridicolo e nell’arrogante disonestà. Vabbé, Prodi in fatto di onestà non è stato mai un campione, basta rammentare che da Capo del governo alterò la contabilità di Stato per fare entrare l’Italia in Europa, poi criticò il condono tombale introdotto dal governo Berlusconi, tanto da farne usufruire dalla società della moglie. Sono solo disattenzioni.

Ora, da un po’ di tempo non trova di meglio da fare che esternare sulla situazione libica, addossandone tutta la responsabilità a Berlusconi come fautore della guerra del 2011. In questi ultimi giorni, forse dopo aver consultato il tavolo a tre gambe, è tornato sull’argomento modificando qualcosa sulla precedente esternazione e sparando a mitraglia cavolate a più non posso, senza però fornire alcun rimedio urgente. Questa volta ha detto che i guerrafondai sono stati gli inglesi, i francesi e, naturalmente, Berlusconi, dimenticando spudoratamente di dire che il maggior sostenitore italiano della guerra era Napolitano, sostenuto dal Pd. Che mascalzonata! 

Ha inoltre asserito che è convinzione internazionale che un intervento sul terreno sia privo di efficacia, anzi, avrebbe l’effetto di compattare le varie etnie e, pertanto, in conclusione ha suggerito solo di mettersi intorno a dei tavoli, magari a tre gambe e contrattare. Che bel personaggio! Premesso che se non si conquista il terreno non si conquista niente, è forse democraticamente corretto e vigliaccamente auspicabile bombardare e basta senza tener conto che la maggior parte delle vittime sarebbero degli innocenti? Viene da chiedersi se questo personaggio, che in campagna elettorale si permise di promettere "un po’ di felicità per tutti" facendo poi man bassa di aumenti di tasse, si ponga mai il problema degli altri, cioè dei cittadini che ormai non ne possono più di questi continui arrivi di clandestini, tra i quali sicuramente ci sono anche degli appartenenti all’Isis, e se si renda conto che le morti in mare dipendono dai codardi ed inetti personaggi istituzionali che non fanno nulla per arginare tale piaga. Sarebbe molto più onesto che certuni, prima di bofonchiare ridicolaggini, dicessero apertamente che sono alla ricerca di una poltrona e che della pelle degli altri non frega niente: ci guadagnerebbero in dignità.

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