Libia, Gentiloni dove trova poliziotti e carabinieri? – di Leonardo Cecca

(FILES) - In this file picture Italian Communications minister Paolo Gentiloni gives a phone call at the Italian Senate in Rome, October 5, 2006. Italy's former communications minister Paolo Gentiloni has been nominated foreign minister, his new deputy said on October 31, 2014. Gentiloni, a member of Prime Minister Matteo Renzi's centre-left Democratic Party (PD), will replace Federica Mogherini, who was set to take on her new role as foreign policy chief in Brussels on Saturday. AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO

Sono estremamente convinto che se in Italia non ci fosse una mente illuminata come quella del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni avremmo sicuramente ravvisato la necessità di procurarcela, magari facendocela prestare da qualche tribù amazzonica.

Lo scorso 16 marzo a Bruxelles al termine di una riunione con omologhi ministri dell’Ue Gentiloni ha affermato: "Il contributo dell’Italia al sostegno del governo di unità nazionale in Libia potrebbe arrivare sia dai carabinieri che dalla polizia di stato".

Potrebbe essere indubbiamente una scelta saggia, ma lascia un po’ sgomenti in quanto il ministro non ha specificato da dove prenderà il personale già ridotto all’osso. I bacini ove attingere sono costituiti dai servizi territoriali e dalle scorte, ma sicuramente la scelta cadrà sui primi, in modo da lasciare il territorio completamente in mano a coloro che sono dediti alle attività criminose. Speriamo che non riduca le scorte alle caste le quali devono ben guardarsi dal lecito lancio di frutta, verdura ed uova marce.

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