Libano, aspiranti poliziotte col velo scatenano polemica

L’iniziativa di 39 aspiranti poliziotte musulmane che si sono presentate velate al corso di formazione solleva polemiche in Libano, dove la legge vieta l’uso dell’Hijab tra il personale delle forze di sicurezza, come di tutti gli altri simboli religiosi, nel timore che le divisioni confessionali possano mettere in pericolo i sempre delicati equilibri politici.

Il ministro dell’Interno, Marwan Charbel, cattolico-maronita, ha ribadito in dichiarazioni al quotidiano Daily Star che la norma deve rimanere in vigore. ‘Ci siamo opposti all’uso di simboli religiosi nelle organizzazioni istituzionali per la sicurezza fin da prima degli anni ’70, e’ ridicolo discutere di questo oggi’, ha affermato Charbel.

Secondo notizie di stampa, un numero imprecisato delle 39 donne presentatesi velate al corso di formazione dopo aver superato un esame di ammissione con altri centinaia di colleghi e colleghe, ha accettato di toglirlo, ma altre hanno insistito nel tenerlo. A questo punto il maggiore Suzanne Haji, responsabile dell’accoglienza delle reclute donne, non ha potuto far altro che rivolgersi per istruzioni ai suoi superiori, e questi ultimi hanno fatto lo stesso chiamando in causa il ministro Charbel, che pero’ si e’ mostrato irremovibile.

I militari e i poliziotti, fanno notare fonti della sicurezza, sono liberi di pregare ciascuno secondo la loro fede, ma non di indossare simboli religiosi in servizio. La necessita’ di mantenere la religione fuori dall’operato degli apparati di sicurezza e’ evidente, se si pensa ai 15 anni di guerra civile (1975-1990) che hanno sconvolto il Paese con le violenze tra milizie divise anche lungo linee etnico-confessionali.

In Libano e’ forte il timore che queste tensioni possano improvvisamente riaccendersi. Lo dimostra anche un episodio, e le reazioni che lo hanno accompagnato, avvenuto alcuni giorni fa all’universita’ cattolica Antonina di Beirut, dove una quarantina di studenti musulmani sciiti si sono radunati in preghiera nel cortile dell’edificio per protestare contro la mancanza di un luogo di culto a loro riservato nell’ateneo. Ieri qualche incidente con la polizia e’ scoppiato nell’Universita’ Libanese (Ul) quando studenti appartenenti al movimento politico cristiano delle Forze Libanesi si sono raccolti per denunciare l’iniziativa dei loro colleghi sciiti.

Anche diversi esponenti dell’opposizione hanno denunciato l’iniziativa degli studenti sciiti come una provocazione, affermando che essi appartengono al movimento sciita Hezbollah, alleato della Siria e dell’Iran, che dall’anno scorso e’ una forza di primo piano nel governo di Beirut dopo l’uscita di scena del premier sunnita Saad Hariri.

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