Legge stabilità, ok fiducia con PdL: ora testo ‘monstre’

La legge di stabilita’ incassa la fiducia in Senato, dove il Pdl torna sui propri passi e assicura il proprio sostegno al governo. L’ex finanziaria sara’ approvata entro domani dalla Camera, facendo cosi’ sfumare le polemiche sorte nei giorni scorsi dopo che il Pdl aveva minacciato di trascinare a dopo Natale il provvedimento.

Sul tavolo rimangono altre polemiche, sulle sale gioco per i video poker, che hanno visto nell’aula del Senato gli ultimi strascichi fino a provocare anche un intervento chiarificatore del Tesoro. E rimane un provvedimento che con l’introduzione del Milleproroghe da parte del governo e’ diventato ‘monstre’ non solo nelle dimensioni, ma anche nei contenuti, tanto da far evocare Cirino Pomicino da parte dell’opposizione della Lega.

La tecnica del maxi-emendamento, su cui il governo ha posto la fiducia in Senato, ha trasformato la legge di stabilita’ in un testo con un unico articolo e 554 commi; quindi un testo ‘difficilmente leggibile’ come aveva osservato alcuni anni fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una occasione analoga.

Ad aumentare la confusione ci ha pensato il governo. Dopo la decisione di Monti di dimettersi subito dopo l’approvazione della legge di stabilita’, l’esecutivo ha introdotto nel testo il decreto Milleproroghe, per altro in violazione della stessa normativa sulla legge di stabilita’ che esclude norme di carattere ordinamentale. Una serie di emendamenti e sub-emendamenti dei senatori hanno trasformato il provvedimento in un ‘omnibus’ zeppo di microinterventi: dalla pedemontana piemontese agli ospedali pugliesi della Divina Provvidenza.

‘Abbiamo rifatto una finanziaria alla Cirino Pomicino’, ha tuonato il leghista Massimo Garavaglia, sottolineando che coperture di spese per 2,8 miliardi sono state prese dal Fondo per i rimborsi Iva alle imprese.

A scaldare l’aula ci ha pensato la polemica sulle sale poker. Nonostante il presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, avesse spiegato che nella legge non c’e’ nessuna norma in merito, nemmeno la proroga dei tempi per indire la gara con cui aprire le sale da gioco, la sua parola e’ stata messa in dubbio dalle senatrici Annamaria Mancuso e Emanuela Baio, che hanno chiesto l’intervento in aula del Segretario generale del Senato per garantire che davvero stanno cosi’ le cose. Richiesta impossibile da accogliere. ‘Questo e’ troppo’, e’ sbottato il relatore Giovanni Legnini, che si e’ detto ‘indignato per le notizie false scritte e sentite in aula’. E stracci sono volati tra lo stesso Legnini da una parte, e Baio e Raffaele Lauro dall’altra. Alla fine in serata interviene direttamente il Tesoro. Spiega che, al netto dei passaggi legislativi che hanno interessato il tema (con emendamenti di governo, relatori e senatori), si valuta comunque l’abrogazione del poker-live, cioe’ le gare ‘dal vivo’. Quindi aprire o no le sale e’ un tema accessorio. La novita’ politica e’ il dietrofront del Pdl che, dopo aver tolto la fiducia al governo dieci giorni fa, oggi l’ha ridata, votandola in Senato. E il minacciato ostruzionismo alla Camera da parte dello stesso Pdl nei giorni scorsi e’ gia’ evaporato. Tanto e’ vero che la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha imposto una corsa contro il tempo senza precedenti per una finanziaria. Stanotte essa sara’ esaminata dalla commissione Bilancio e domani, grazie alla fiducia, sara’ licenziata definitivamente entro il tardo pomeriggio. Uno sguardo sulla prossima legislatura lo apre Grillo che sul suo blog, citando alcuni commi con il loro rimando ad altre leggi ed articoli, commenta: ‘E’ scritta da dei pazzi in libertà’.

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