Legge elettorale, Maroni: Coalizione dopo voto? Non credo Berlusconi possa accettare

Dopo il vertice PdL, Pd e Terzo Polo, durante il quale sarebbe stata raggiunta una intesa di massima sulla riforma della legge elettorale, Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno ed esponente leghista di primo piano, commenta: "Se la triplice politica Pd-Pdl-Udc si mette d’accordo per fare una riforma i cui si sceglie la coalizione dopo il voto, questa sì sarebbe la vera porcata". 

Alla Lega non piace ciò che è uscito dall’incontro fra i partiti che sostengono il governo Monti. Maroni esprime la sua contrarieta’ all’ipotesi di togliere l’obbligo di coalizione prima del voto, perche’, a suo giudizio equivarrebbe a "sottrarre ai cittadini il potere di decidere chi li governa". "Se si mettono d’accordo loro tre – spiega Maroni, riferendosi ad Alfano, Bersani e Casini -, ci hanno ragionato sopra: mi sembra davvero un progetto che loro hanno in mente e noi vogliamo contrastare".

Al Carroccio, sottolinea ancora Maroni, "fa paura un ritorno al sistema consociativo, per cui le maggioranze, i governi si decidono dopo le elezioni e non prima: questo e’ sbagliatissimo ed e’ questo che noi non vogliamo". Per l’esponente della Lega un’indicazione della coalizione dopo il voto rappresenta "un ritorno al passato di vent’anni". Maroni precisa: "Non credo che Silvio Berlusconi possa accettare una cosa del genere e noi men che meno".

"La legge elettorale non la decidono tre segretari di partito, ma si fa in Parlamento come esige la democrazia: se non e’ cosi’ vuol dire che non esiste piu’ la democrazia". "Vengano in Parlamento davanti a tutti – aggiunge Maroni – e sveleremo questi trucchi, questi disegni, questo ritorno al passato e alla fine sono certo che si fara’ una riforma che mantiene il principio per il quale sono i cittadini a scegliere chi governa e non le segreterie dei partiti".

Sulla riduzione del numero dei parlamentari Roberto Maroni si e’ detto "completamente d’accordo, purche’ sia contemporanea all’introduzione del Senato federale". "Allora si’ che e’ una riforma vera, senno’ e’ una cosa che fa ridere".

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