Legge elettorale, l’affondo di Prodi: subito la riforma

© Marco Merlini / LaPresse 20-04-2009 Roma Politica L'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervistato dal giornalista Giovanni Minoli per il programma Rai "La storia siamo noi" Nella foto Romano Prodi The journalist Giovanni Minoli interviews the former Prime Minister Romano Prodi for Rai television programme "We are the History"

 

Subito una nuova legge elettorale, per ridare sovranita’ al paese e almeno per una volta ‘non massacrare la volonta’ dei cittadini’. Senza mezzi termini, intervenendo al meeting ulivista di Bologna ‘Democrazia? Democrazia!’, l’ex premier Romano Prodi e’ tornato a far sentire in prima persona la sua voce per chiedere di mettere in soffitta il cosiddetto Porcellum dopo lo stop della Consulta. ‘Cosa stiamo aspettando? Non e’ sufficiente la dissoluzione di questi tempi?’, il suo affondo davanti a molti dei protagonisti della campagna referendaria stoppata nei mesi scorsi, primo fra tutti il ‘padrone di casa’ Arturo Parisi.

 

Ospite d’onore, dopo gli interventi dello stesso Parisi, di Angelo Panebianco e Alfonso Iozzo, Prodi ha lasciato la parte piu’ politica del suo discorso alla fine: ‘Ci serve una legge elettorale che ci faccia riacquistare sovranita”. Perche’, ha sottolineato, ‘una buona legge non deve fotografare il paese, ma riuscire a dare strumenti di governo’. A riprova di cio’, secondo il professore, sono proprio le ultime elezioni di Francia e Grecia: ‘A guardarci bene non ci sono stati risultati cosi’ diversi, pero’ i due sistemi elettorali hanno permesso alla Francia di avere un presidente che rappresenta tutti mentre in Grecia si tornera’ a votare tra due mesi’.

Ma a scaldare la scarsa platea bolognese, tra cui Massimo Donadi dell’Idv e Mario Baldassarri di Fli, e’ stato il passaggio che Prodi ha dedicato proprio alla battaglia referendaria degli scorsi mesi: ‘In Italia – ha sottolineato – c’e’ una storia di referendum ripetutamente vinti e di una volonta’ dei cittadini massacrata dal sistema dei partiti che e’ una delle cose piu’ tragiche del nostro paese’. Dunque, si e’ chiesto tra gli applausi: ‘Cosa si aspetta ancora?’, facendo intendere i pericoli dello scollamento tra paese e rappresentanza politica, gia’ confermati dai risultati delle ultime amministrative.

Prodi ha anche ribadito la propria vocazione europea senza se e senza ma, lanciando frecciate alla Merkel e a Obama. ‘La Germania mi ricorda i Tea-Party americani: loro hanno una vocazione religiosa, e’ vero, mentre qui c’e’ piu’ un contenuto etico, di superiorita’ morale’, ha spiegato, aggiungendo pero’ ‘che se la Germania avesse un minimo di intelligenza politica, capirebbe che e’ troppo piccola per andare da sola’. Quanto al presidente americano, secondo Prodi, ‘e’ un grande difensore dell’euro ma anche perche’ e’ terrorizzato che la crisi della moneta unica lo travolga in campagna elettorale’. Insomma non c’e’ alternativa alla difesa dell’Unione come e’ oggi: ‘Se la Grecia va giu’, la seguiremo tutti. E’ matematica, non un’ipotesi’.

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