Legge elettorale, Grillo apre a Renzi. Il Pd accetta ma non si fida

Foto Roberto Monaldo / LaPresse19-02-2014 RomaPoliticaCamera dei Deputati - Consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato Matteo RenziNella foto Beppe GrilloPhoto Roberto Monaldo / LaPresse19-02-2014 Rome (Italy)Chamber of Deputies - Consultations by Matteo Renzi to form a governmentIn the photo Beppe Grillo

Scrive La Repubblica: "Renzie non c’è più. Al suo posto ora c’e’ un premier legittimato da un voto popolare e non a maggioranza dai soli voti della direzione del Pd. Per questo i due leader del movimento cinque stelle, Grillo e Casaleggio, spiazzano tutti aprendo a una trattativa sulla legge elettorale proprio con l’odiato Pd. All’offerta dei grillini risponde subito positivamente Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd. ‘Pronti a confrontarci con tutti, nel rispetto dei ruoli e delle posizioni diverse, sapendo bene che per noi la priorità restano le riforme istituzionali, Senato, titolo V e legge elettorale che garantisca governabilità, potere dei cittadini di scegliere da chi essere governati, certezza di chi vince e chi perde, secondo il percorso che abbiamo individuato’.

Il premier non si tira indietro di fronte alla novità pentastellata, dice sì ad un incontro (dovrebbe svolgersi già in settimana), ma avvisa beffardo: ‘Stavolta, magari, lo streaming lo vogliamo noi’. E’ un modo per mettere in chiaro che ‘non ci saranno patti segreti nè giochini strani’.

Quanto all’enigma Berlusconi, Renzi professa ottimismo sulla tenuta del patto del Nazareno: ‘Io credo che l’accordo che abbiamo siglato regga. Se la Lega e Grillo vogliono sedersi intorno ad un tavolo sono i benvenuti’.

Ecco poi il retroscena di Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera: "Renzi sospetta che il comico genovese voglia ‘tentare di mettere in piedi un’alleanza trasversale in Parlamento favorevole al sistema proporzionale e alle preferenze’. Un sistema, questo, che potrebbe attirare ‘anche settori della minoranza del Pd’. Leggasi i bersaniani. ‘Ma tornare a un sistema in cui non si sa chi ha vinto – è il convincimento del premier – significa tornare alla palude parlamentare, ai tempi in cui i governi non riuscivano a sopravvivere più di dieci mesi ed erano in balia dei veti e di qualsiasi partitino. E se c’è una cosa di cui l’Italia ha urgente bisogno è quella di essere governata’.

Però Renzi non si poteva nè si voleva sottrarre al confronto con i 5 stelle. Per diversi motivi. Per non farsi accusare di puntare solo all’inciucio con Berlusconi e perchè intende usare i grillini, come la disponibilità mostrata da Salvini, nell’intervista al Corriere, per ‘pressare’ il leader di Forza Italia e dimostrargli che lui ha più forni a cui potersi rivolgere. Perciò se Berlusconi ‘continua a cincischiare’ rischia di restare ‘isolato’.

Dunque, sì all’incontro con i grillini che, semmai avverrà, avrà però dei paletti ben precisi: ‘Innanzitutto si manda in porto la riforma istituzionale in prima lettura al Senato e alla Camera, poi ci si occupa del sistema elettorale, che però deve essere maggioritario, perchè un punto per il Pd è irrinunciabile: la sera stessa delle elezioni si deve sapere chi governa’".

Debora Serracchiani, vicesegretario Pd, intervistata da La Stampa: "’Io credo che quest’apertura sia il risultato del 40,8% preso alle elezioni dal Pd, e della sua gestione successiva, quando siamo riusciti ad acquisire una centralità politica nuova e a dettare l’agenda in Italia e in Europa. Se è solo tattica politica lascia il tempo che trova e vorrà dire che deluderanno i loro elettori, se invece c’è una volontà sincera di partecipare alla riscrittura delle regole del gioco, allora si tratta di una maturazione politica, ben venga’.

Grillo e Casaleggio però dicono di cominciare la discussione a partire dalla loro proposta di legge elettorale. Siete d’accordo? ‘Se una trattativa è seria e sincera, si ascolta prima di tutto chi ha fatto il lavoro prima di te: chi, come noi, ha cercato una proposta che mettesse d’accordo altre forze politiche’.

Quali sono i vostri paletti sulla legge elettorale? ‘Prima di tutto la governabilità: la sera delle elezioni vogliamo sapere chi ha vinto e governerà. Per questo siamo contrari a una riforma di tipo proporzionale, il che non mi sembra in linea con la proposta presentata dai Cinque stelle. E, naturalmente, solo se ci sono le condizioni di un accordo ampio con i contraenti del patto del Nazareno si può modificare l’Italicum. Però, ripeto, se la richiesta di confronto è sincera, noi ci siamo’".

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