Legge elettorale, Gasparri (Fi): “Premio sia a coalizione, 40% non impossibile”

“Siamo più avanti di Grillo, dato in arretramento al 27 per cento, e siamo competitivi con Renzi, che ha un partito in subbuglio. Perché loro devono ambire al 40 e noi no?”

Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, in una intervista a Libero dichiara: “La mia opinione è che si debba puntare a modificare la legge elettorale inserendo il premio alla coalizione. E parto dalla lettura dei sondaggi della scorsa settimana. Quelli di Demos, pubblicati da Repubblica, danno il centrodestra al 30 per cento, mentre Euromedia Research quota un’eventuale alleanza al 34 per cento. La soglia del 40, quella che fa scattare il premio di maggioranza, non è irraggiungibile. Siamo più avanti di Grillo, dato in arretramento al 27 per cento, e siamo competitivi con Renzi, che ha un partito in subbuglio. Perché loro devono ambire al 40 e noi no? Non è un obiettivo facile, ma non è un’eresia parlarne”.

“Personalmente non vedo alterative al centrodestra e sarebbe una follia non provarci. Chiamarsi fuori per individualismo o egoismo sarebbe un errore. Non so se ci riusciremo, io darò il mio contributo”. “Non credo che sia possibile riaprire il dialogo con il Nuovo centrodestra, fatti salvi alcuni casi singoli. Tenere insieme Lega, Fratelli d’Italia e tutto il Ncd mi sembra impossibile sinceramente. Ci possono essere ‘ritorni’ individuali. Ma non prevedo quello di Angelino Alfano, che causa una reazione fortissima tra i nostri elettori. Epidermica. Ci sono altre posizioni, però, che sono diverse. Penso a Maurizio Lupi che a Milano ha sostenuto Parisi aderendo a una coalizione dove c’erano Lega e Fdi. Penso ai centristi liguri che governano con Toti. Pezzi del Ncd sono già nostri alleati sul territorio”. Inoltre sottolinea: “A me non piace il termine ‘sovranista’, fa rima con ‘tronista’. Mi ricorda Fabrizio Corona”.