Legge elettorale, dall’Italicum al Pastrocium – di Antonio Gabriele Fucilone

Il cammino per la nuova legge elettorale, l’"Italicum", è pieno di difficoltà. Il caso delle "quote rosa", un numero minimo di donne che devono stare nelle liste da presentare alle elezioni, è una di queste difficoltà. A questo punto, non sarebbe meglio mettere le preferenze? Con le preferenze, un candidato (uomo o donna che sia) sarebbe costretto a prendere i voti sul territorio e mettendoci la faccia. Non ci vuole molto per capire le cose! Però, secondo il progetto originale, quel progetto concordato dall’attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il leader del centrodestra Silvio Berlusconi, l’"Italicum" era previsto per la sola Camera dei Deputati, mentre si sarebbe dovuto riformare il Senato, abolendo il bicameralismo perfetto.

Purtroppo, la riforma del Senato è stata scorporata da quella della legge elettorale e l’"Italicum" verrà fatto valere solo per la Camera dei Deputati.

Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se passasse una cosa del genere e se si dovesse andare alle elezioni in queste condizioni. Noi ci troveremmo con una Camera dei Deputati eletta con l’"Italicum", una legge che, se entrasse in vigore, prevedrebbe il doppio turno e l’obbligo di fare le coalizioni, e con un Senato eletto con una legge elettorale proporzionale e senza doppio turno, il "Porcellum" rivisitato dalla Corte Costituzionale. Avremmo una Camera dei Deputati con una maggioranza ed un Senato senza una maggioranza chiara o con una maggioranza diversa. Inoltre, la maggioranza alla Camera dei Deputati sarebbe determinata quindici giorni dopo quella del Senato, per via del ballottaggio. Di conseguenza, non si potrebbe fare agevolmente neppure il Governo. Non ci sarebbe la governabilità.

Chi pone ostacoli alla riforma della legge elettorale lo fa perché non vuole che niente sia riformato e vuole che resti lo status quo. Purtroppo, ci sono gruppi che non vogliono cambiare le cose, perché questo sistema fa comodo a loro. Una legge elettorale che, finalmente, avrebbe potuto dare la governabilità rischia di diventare un pasticcio. Non dovremmo più chiamarla "Italicum" ma "Pastrocium". Per dovere di cronaca, il termine italiano "pastrocchio" deriva dal veneto "pastrocio".Visto che (forse per dare un senso di solennità) qui in Italia si vuole latinizzare ogni… adeguiamoci.

Una buona idea, qual era quella dell’"Italicum", viene rovinata da compromessi atti solo a garantire la sopravvivenza di un Governo. Questo fa davvero tristezza.

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