Legge elettorale, Casini spinge per preferenze: d’accordo gli ex An

Reintrodurre le preferenze nella legge elettorale. Potrebbe essere questo il punto di mediazione attorno a cui costruire l’accordo per modificare la legge elettorale. Non e’ escluso che gia’ la prossima settimana gli ‘sherpa’ dei partiti possano tornare ad incontrarsi per provare a riallacciare il filo del discorso. E’ Pier Ferdinando Casini a rilanciare la proposta per consentire ai cittadini ‘di scegliere’ i parlamentari. E l’iniziativa piace al Pdl, in particolare agli ex An.

La possibili modifiche della legge elettorale, almeno per ora, viaggiano in parallelo con il testo della riforma costituzionale che da martedi’ tornera’ all’esame dell’Aula del Senato. Gli occhi sono tutti puntati sugli emendamenti per l’introduzione del sistema semipresidenzialista targato Pdl. Se le modifiche dovessero passare la legge elettorale a cui il Popolo della Liberta’ guarda e’ il doppio turno alla francese. Modello che non dispiace ad una parte di esponenti del Pd anche se la linea ufficiale dei Democratici e’ quella di bocciare gli emendamenti del Popolo della liberta’.

Nel caso il semipresidenzialismo non dovesse vedere la luce, per il Popolo della Liberta’ si chiuderebbe anche la possibilita’ di discutere di legge elettorale con il doppio turno. A metterlo in chiaro e’ Ignazio La Russa pronto ad aprire un dialogo con l’Udc partendo proprio dalle parole di Casini: ‘Bisogna dare ai cittadini – dice – la possibilita’ di scelta’. Il coordinatore prende come esempio la legge elettorale per le europee che prevede ‘preferenze multiple’ e darebbe la possibilita’ agli elettori di avere uno spettro piu’ ampio di candidati rispetti al collegio.

A preferire un modello piu’ ispirato a quello tedesco rispetto a quello spagnolo (che prevede appunto il dover ridisegnare le circoscrizioni elettorali) e’ anche a Maurizio Gasparri che invita ad aprire un confronto ‘senza pregiudizi.

Nel Popolo della liberta’ pero’ non sembrano pensarla tutti allo stesso modo. Il leit motiv e’ che tornino i cittadini a scegliere i parlamentari (ieri e’ stato il segretario Alfano a ribadirlo) ma contro le preferenze si schiera il portavoce del partito Daniele Capezzone: ‘E’ il peggio della vecchia politica e della prima Repubblica, con lotte selvagge tra cordate e correnti, voti controllati da piccole e grandi organizzazioni criminali’. Prima di parlare di qualsiasi modello, l’Italia dei Valori chiedere pero’ che si abolisca l’attuale sistema elettorale: ‘Per approvare una riforma in senso bipolare e maggioritario che consenta di scegliere prima del voto programmi, coalizioni e leader per non rischiare di subire accordi e inciuci di Palazzo dopo le elezioni’.

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