Legge elettorale, Alfano: PdL è pronto, ma serve valutare diverse ipotesi

Il Pdl e’ pronto a discutere sulla riforma della legge elettorale valutando una serie di ipotesi. Lo afferma il segretario Angelino Alfano nel commentare la lettera di Giorgio Napolitano ai presidenti delle Camere.

‘La nostra risposta alla condivisibile lettera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e’ breve e chiara – scrive Alfano – noi siamo pronti. Il lavoro finora svolto dalle forze politiche non e’ stato vano perche e’ servito ad avvicinare le posizioni e a creare un atteggiamento consapevole e costruttivo, che e’ indispensabile presupposto per l’approvazione della nuova legge elettorale. La materia elettorale, peraltro, non e’ questione teologica, dunque e’ molto opinabile ed e’ legata al tempo storico e politico in cui si scrive’.

‘Sicche’ – aggiunge – su alcune questioni concrete, noi abbiamo una posizione che sembra non coincidere con quella del Partito Democratico. In particolare, siamo orientati verso un premio di maggioranza da assegnare al primo partito, capace di salvaguardare la dinamica del bipolarismo e, al tempo stesso, tale da non drogare il risultato elettorale. Per essere concreti, se il primo partito nei sondaggi attuali ha il 25%, non puo’ ricevere un premio del 15%, cioe’ superiore alla meta’ dei voti conquistati sul campo: altrimenti il premio sarebbe di dimensioni tali da costituire la terza forza parlamentare. Inoltre, vorremmo che il partito vincitore, guidato dal proprio leader, fosse in grado di formare un governo e una coalizione. Mentre questi anni ci hanno regalato (soprattutto nel campo della sinistra) coalizioni multicolore, ma senza identita’ di governo e omogeneita’ di programma. Infine, sulla modalita’ di selezione degli eletti, siamo per restituire ai cittadini la facolta’ di scelta. Cio’ puo’ avvenire in due modi: o con collegi uninominali o con le preferenze. Su questa materia, credo che in tutti i partiti ci sia un dibattito. Dal nostro punto di vista, nei collegi uninominali, la gran parte della scelta la fa il partito che individua il candidato e solo la parte residuale spetta al cittadino che – se non vuole far vincere la parte idealmente e culturalmente a lui avversa, affidando ad essa il governo del paese – e’ costretto a votare per il designato dal partito’.

‘In un tempo in cui i cittadini richiedono tanta partecipazione – sottolinea ancora – forse e’ bene che i partiti indichino un’ampia rosa di candidati dentro la quale gli elettori potranno esprimere la propria preferenza, in coerenza con il proprio ideale politico e con la stima verso il candidato prescelto. Del resto, anche la storia recente ci insegna come le indagini e financo le richieste di arresto nei confronti dei parlamentari, siano arrivate numerose sia nelle tre legislature in cui si e’ votato con il Mattarellum (collegio uninominale maggioritario) sia nelle due in cui si e’ votato con la legge vigente. Qualora il Pd non fosse d’accordo su un’ipotesi di questo genere, c’e’ sempre la nostra disponibilita’ a ragionare su piccole circoscrizioni e secondo il cosiddetto modello spagnolo che e’ gia’ stato presentato da noi al Senato. Senza considerare inoltre la disponibilita’ che abbiamo offerto a ragionare sul doppio turno di collegio a condizione che una simile legge elettorale sia abbinata all’elezione diretta del Presidente della Repubblica da parte dei cittadini. A noi dunque non si potra’ mai e poi mai imputare di non volere l’accordo sulla legge elettorale’.

‘Ecco perche’ – conclude – da domani, siamo pronti a valutare in Senato tutte queste ipotesi, in piena trasparenza e concretezza. Esprimiamo il vivo auspicio che proprio al Senato si possa consumare in tempi rapidi la prima lettura della nuova legge elettorale.

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