Lega, Renzo ‘Trota’ Bossi cercò timbro validità laurea in Italia

Fino a poco tempo fa Renzo Bossi ha cercato di ottenere, salvo poi fare dietrofront, l’attestazione di validita’ in Italia della laurea conseguita, non si sa come, in Albania. Infatti la Procura di Tirana ha accertato che il Trota mai ha messo piede sull’altra sponda dell’Adriatico.

E’ un mistero di come il figlio del leader della Lega, pluribocciato alla maturita’, in un solo anno e con una media da fare invidia a un premio Nobel, sia riuscito a diventare ‘dottore’ in Economia, Management and Business all’Universita’ privata ‘Kristal’ di Tirana, citta’ dove, come risulta agli inquirenti albanesi, non e’ mai stato. Una laurea, seppur di primo livello, che, come ha certificato Skender Kercuku, il decano della facolta’, e’ stata rilasciata il 29 settembre 2010, 14 mesi dopo la maturita’, e che Bossi jr ha cercato di far valere anche in Italia: fino al 19 marzo scorso ha piu’ volte inoltrato all’Ambasciata italiana a Tirana la richiesta ‘di dichiarazione di valore’ del diploma, salvo poi ritirare la domanda all’indomani delle perquisizioni disposte dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria e la bufera sulla Lega e sul suo ex tesoriere Francesco Belsito.

La vicenda dell’attestato di validita’ internazionale della laurea del Trota e della rinuncia a indagini avviate, e’ ricostruita in una sorta di ‘informativa’ inviata ieri dall’ Ambasciata italiana in Albania al procuratore aggiunto Alfredo Robledo e ai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, titolari del filone di inchiesta con al centro i fondi del Carroccio. Due facciate, con parecchi allegati, con la disponibilita’ di fornire ulteriori informazioni, sulla sua laurea, e su quella di Pier Moscagiuro, l’ex caposcorta di Rosi Mauro. I due diplomi, sospettano gli inquirenti, potrebbero essere stati comprati con i soldi del partito.

Nel carteggio si spiega che a fine luglio 2011 un albanese aveva presentato all’Ambasciata copia della laurea apparentemente rilasciata a Renzo Bossi con la richiesta della relativa ‘dichiarazione di valore’. Cosa che aveva sollevato stupore e sorpresa tra gli stessi funzionari, in quanto dopo le verifiche su internet, appariva difficile che il ‘delfino’ del ‘Capo’ avesse potuto diventare dottore in un anno. Cosi’ il primo tentativo per ottenere il timbro di validita’ in Italia era andato a vuoto e la richiesta respinta. Ma nell’ottobre del 2011 un’avvocatessa albanese (avv.Dragoj) si ripresenta producendo, per la medesima richiesta, una serie di documenti tra cui una delega con la firma di Renzo Bossi e un certificato di ammissione alla maturita’ del 18 maggio 2007 (quell’anno il Trota non passo’ l’esame, ndr). Dopo oltre 5 mesi, il 19 marzo scorso, lo stesso legale rinnova la richiesta consegnando pure una fotocopia del passaporto del giovane Bossi. Il 4 aprile, all’indomani delle perquisizioni disposte dalla magistratura, il dietrofront: l’avvocatessa Dragoj ritira la documentazione consegnata assieme alla domanda di attestazione di validita’ della laurea. La pratica, pero’, e’ ormai avviata: il professor Kerkucu conferma che Renzo Bossi si e’ laureato, ma l’ attestazione di validita’ internazionale al tanto sudato pezzo di carta non viene mai rilasciata. Per Moscagiuro la pratica non e’ mai partita perche’ la facolta’ di Scienze politiche non e’ accreditata presso il ministero dell’Istruzione albanese.
Infine sempre ieri dall’Universita’ Kristal hanno fatto sapere di aver iscritto ai propri corsi di laurea Renzo Bossi e Moscagiuro rispettivamente negli anni 2007-2008 e 2008-2009.
Eppure nel 2007 il Trota non aveva ancora ‘passato’ la maturita’.

Intanto, dopo l’articolo pubblicato da Vanity Fair nel quale Renzo Bossi immaginava il suo futuro come agricoltore o come muratore, e’ arrivata un’offerta di lavoro dal Cilento: un posto in un’azienda agricola nel Salernitano con tanto di alloggio a disposizione.

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