Lega, rebus Rosy Mauro al Senato: non mi dimetto e querelo

Si sono aperti al Senato i giochi per la successione di Rosy Mauro alla vicepresidenza del Senato. La vicenda resta un bel rompicapo per il presidente di Palazzo Madama visto che la battagliera ex leghista ‘non e’ sfiduciabile’, come ha precisato lo stesso Schifani sabato a Matera. E oggi la ‘pasionaria’ del Carroccio ripete che non si dimette e che contro di lei c’e’ ‘accanimento’. Fa sapere che se continua la ‘campagna denigratoria’ si difendera’ anche per le ‘vie legali’. E da subito annuncia querela contro l’accusa di presunti acquisti di oro e diamanti con i soldi della Lega.

Rosy Mauro, cacciata dal Carroccio la sera del 12 aprile (‘non ho piu’ sentito Bossi’), dopo un drammatico confronto nel consiglio federale, dunque resiste e dovrebbe anche presiedere l’aula domani dalle 16,30 alle 18,15 e con lo stesso orario mercoledi’ 18 aprile. Lo fara’? Al momento regna l’incertezza.

Ma e’ comunque inserita nei turni previsti. Ma non e’ escluso, alla fine, che anche per questa settimana sara’ il presidente del Senato a presiedere l’aula, proseguendo la supplenza iniziata la scorsa settimana in attesa che si risolvesse il braccio di ferro tra la leader del sindacato padano e i vertici di via Bellerio.

Schifani aveva spiegato la settimana scorsa alla conferenza dei capigruppo che avrebbe coperto i turni della ‘pasionaria’ per ‘difendere il decoro del Senato’, come aveva riferito Anna Finocchiaro ai cronisti.

Ma dopo la rottura con il Carroccio, la supplenza e’ agli sgoccioli e Schifani non ha intenzione di fare il supplente a lungo, come ha precisato sempre a Matera sabato scorso. Il presidente del Senato sta cercando quella ‘soluzione equa e serena’, di cui ha parlato a Matera, e dice di ‘confidare nel senso di responsabilita’ di tutti’ ripetendo ‘quando dico di tutti, intendo tutti’. Il che vuol dire che si appella anche alla stessa Rosy Mauro, per poter risolvere un rompicapo che crea nella Camera alta una situazione inedita e anomala. Se Rosy Mauro continuera’ a mantenere il punto, infatti, avremo per la prima volta un vicepresidente ‘ad personam’ contro la volonta’ di tutte le forze politiche presenti nell’emiciclo.

Oltre alla Lega, infatti, hanno chiesto un passo indietro a ‘Rosy la nera’ o come dice qualche leghista Rosy la Dura, il Pdl, che non vuole contraddire l’ex alleato in vista di futuri possibili accordi, il Terzo polo, il Pd (che con Anna Finocchiaro aveva chiesto in aula le sue dimissioni) e l’Idv, che aveva minacciato di uscire dall’emiciclo se si fosse seduta sullo scranno presidenziale. Oggi Pd e Idv confermano questa posizione.

Vedremo cosa accadra’ domani pomeriggio all’apertura dell’aula e la possibile presenza di Schifani potrebbe essere il segnale di una ricerca di quella soluzione, serena ed equa, che il presidente auspica, evitando contestazioni in aula contro Rosy Mauro.

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