Lega, Maroni: Non esistono i Maroniani e i bossiani, esistono i leghisti

(GREGO)- MILANO, 19/12/2011 INAUGURAZIONE SEDE REGIONALE PER LA LOMBARDIA DELL'AGENZIA NAZIONALE DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITË ORGANIZZATA. NELLA FOTO ROBERTO MARONI FOTO GREGO/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto}

Promessa mantenuta: Umberto Bossi è al convegno della Lega a Varese, sul palco, insieme a Roberto Maroni. La presenza del Senatur era in dubbio fino all’ultimo, ma poi il leader del Carroccio è arrivato ed è stata accolto con applausi e cori: "Bossi, Bossi, Bossi". Al teatro Apollonio è tutto esaurito. La manifestazione pubblica in sostegno dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni in seguito alla decisione, poi ritirata, di escluderlo dai comizi del Carroccio, ha raccolto circa mille persone. I giornalisti accreditati sono un centinaio. Uno striscione campeggia in sala: "Maroni in Padania, Cosentino & C. in Tanzania". I lumbard non potevano essere più chiari.

In prima fila, seduti, ci sono i sindaci del varesotto; in platea, fra gli altri, Matteo Salvini, eurodeputato leghista e capogruppo in consiglio comunale di Milano, Gianni Fava, Igor Iezzi.

In attesa dell’arrivo di "Bobo" dallo schermo posizionato sul palco del teatro sono proiettate immagini del leader del Carroccio Umberto Bossi assieme all’ex ministro dell’Interno. Le immagini, sottolineate da lunghi applausi da parte dei sostenitori presenti in sala, ripercorrono velocemente la storia dei due leghisti.

Ed ecco che arriva il capo indiscusso, Umberto Bossi: insieme a Roberto Maroni e Roberto Calderoli sale a sorpresa sul palco: "Bossi, Bossi, Bossi" e "Bobo,  Bobo". La platea è carica di adrenalina, in delirio per i big del partito.

Parla Maroni:  "La presenza di Umberto Bossi, qua, un po’ a sorpresa, che io voglio ringraziare con grande affetto, la leggo così: Umberto è più che un fratello maggiore. E’ la dimostrazione che questa cosa brutta nei miei confronti (riferendosi al diktat subìto venerdì scorso, ndr) non è venuta da lui". La "cosa brutta" è venuta "da qualcun altro. E io lo voglio dire con affetto, ma anche con fermezza, che io sono un po’ stufo di subire processi sommari quotidiani. E un giorno sono un traditore, voglio fondare un altro partito, un altro sono invidioso. O che cerco visibilità. Io ho bisogno di visibilità secondo loro. O che sono invidioso di uno della Lega che abita a Busto Arsizio. Ma come posso essere invidioso di uno che sta a Busto Arsizio?". E gli oltre mille militanti a questo punto hanno cominciato a battere i piedi e fischiare urlando "buffoni fuori".

In ogni caso Maroni considera la vicenda "chiusa", e rivolgendosi al Senatùr: "Queste cose dividono, rompono l’unità che la Lega deve avere.  E’ la nostra forza l’unità del movimento. Non dobbiamo consentire che qualcuno ci divida. Non esistono i Maroniani e i bossiani, esistono i leghisti che sono qua stasera". "Questa – sottolinea l’ex ministro dell’Interno – è una serata che dimostra l’amore dei militanti per la Lega e per Umberto Bossi. E allora ti dico con grande affetto che queste cose non sono più sopportabili. Non è più accettabile che una persona, ma chiunque si impegna, venga sottoposto a questo". "Forse qualcuno vuole cacciarmi dalla Lega? Forse dovrebbe essere cacciato lui dalla Lega", aggiunge Maroni.

LEGA: SINDACO FONTANA CHIEDE CONGRESSI, MILITANTI APPLAUDONO Applausi per il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ha chiesto i congressi di partito al comizio di Roberto Maroni. Fontana ha elogiato l’entusiasmo e la partecipazione dimostrata dai militanti ("i nostri sono i migliori del Paese", ha detto). "Una dimostrazione di democrazia la dovremo dare nei congressi", ha sostenuto, tra gli applausi. "Un dirigente della lega", ha poi attaccato riferendosi al capogruppo dei deputati, Marco Reguzzoni, "ha detto una cosa che non condivido e cioe’ che bisogna andare ai congressi per stabilire chi e’ con Bossi e chi no: e’ sbagliato, noi siamo tutti con Bossi".

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