Lega e Fratelli d’Italia: “Governo da prima Repubblica, subito al voto”

“Saremo in piazza, in giro, a chiedere il voto al più presto. Resta persino la Boschi, dopo aver detto che, se sconfitta, sarebbe tornata a casa…”

Il nuovo esecutivo rappresenta “un rimpasto, in stile prima Repubblica. L’unica nota d’originalità sta nel fatto che ad essere ‘rimpastato’ è stato il premier, Matteo Renzi, mentre i ministri sono rimasti, con un giro di valzer. E poi, bisogna rispettare la volontà degli italiani” ovvero che “col No al referendum, la maggioranza degli elettori ha severamente bocciato le riforme, ma anche l’azione politica di Renzi. Prima del 4 dicembre, avevamo consigliato al governo di prendere in considerazione l’ipotesi di una sconfitta, suggerendo di scrivere una legge elettorale di ‘salvaguardia’ per andare subito al voto. Non hanno voluto ascoltarci”. Così in un’intervista ad Avvenire il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Fabio Rampelli, per il quale è necessario “andare al voto prima possibile. Per la nuova legge elettorale, se si trovasse un acconto fra le forze politiche, potrebbero bastare pochi giorni”.

Intervistato da Avvenire anche iI capogruppo alla Camera della Lega Massimiliano Fedriga: “Abbiamo appena depositato la mozione per tomare al Mattarellum. Avete la notizia. In Parlamento – assicura – ci saremo”. E aggiunge: “E’ un Renzi bis. Gentiloni ha detto che accerterà le sfide urgenti, ma è solo un governo che sfida il Paese. Perciò saremo in piazza, in giro, a chiedere il voto al più presto. Resta persino la Boschi, dopo aver detto che, se sconfitta, sarebbe tornata a casa. Viene da chiedersi perché Renzi ha voluto giocare questa partita. Gli interessa la gestione del potere più del Paese, la tornata di nomine in primavera”. E sulla legge elettorale spiega che “iI Pd può bloccare tutto per rinviare il voto. Allora noi siamo stati chiari: serve una legge elettorale più veloce possibile per andare presto al voto. E abbiamo proposto la soluzione” con il ritorno al Mattarellum, “una legge immediatamente applicabile, che ha dimostrato di poter funzionare, che garantisce il diritto di scelta dei cittadini e valorizza i territori. E’ la soluzione più rapida e di buon senso. Anche perché non è detto che la sentenza della Consulta sia davvero subito applicabile”.