Lega, ‘Delitto e castigo’: sulle orme di Dostoevskij? – di Margherita Genovese

La Lega, inconsapevolmente emula del protagonista del romanzo, adotta la strategia della redenzione per rifarsi la verginità perduta, e annuncia a sorpresa di voler rinunciare all’ultima tranche di rimborsi elettorali, suscitando di certo l’apprezzamento da parte dei suoi fidi guerrieri, e altrettanto certamente le perplessità degli altri partiti che saranno costretti all’inseguimento in salita. Insomma, non sappiamo se l’idea sia stata partorita dall’instancabile Maroni, ma l’effetto che ne deriva e’ di quelli che potrebbero cambiare i destini del partito del Nord, salvandolo dal precipizio. Non siamo stati abituati a reazioni cosi’ forti e tempestive di fronte alle frequenti malversazioni della classe politica, e stiamo ancora aspettando che i vari Rutelli, Fini, e Di Pietro, e Vendola, solo per fare qualche esempio, rispondano con simili proposte dei comportamenti spregiudicati personali, o di quelli dei loro affiliati. Insomma, possiamo dire cristianamente che il pentimento cancelli la colpa?Non siamo sulla stessa lunghezza d’onda di Radio Maria ne’ tanto meno di Radio Padania, e la caduta delle illusioni sulla diversita’ del movimento leghista ci fara’ male per un po’; tuttavia, questa immediata presa di coscienza della dirigenza ci sembra una novita’ assoluta rispetto ai partiti tradizionali, spudoratamente solerti nel negare e nel giustificare; e lo stesso Bossi, che si dice pronto a restituire il maltolto se dovesse essere provato il coinvolgimento della sua famiglia, torna ad essere ai nostri occhi quel capopolo in canottiera che ha dato voce alla protesta del Nord tartassato e si e’ dedicato alla causa anima e corpo, con passione e sacrificio, pagando di persona un prezzo altissimo.

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