Le riforme di Renzi, il referendum e la Costituzione – di Marco Zacchera

La Camera ha approvato la riforma costituzionale che ora torna al Senato per la seconda lettura. Credo che nessun italiano abbia capito bene in che cosa consistano tutti i vari cambiamenti, visto il trascinarsi di questioni contraddittorie, così come il voto che sulle stesse materie cambia a seconda del clima politico (vedasi l’atteggiamento di Forza Italia). Renzi e il suo governo assicurano che comunque alla fine “la parola sarà data ai cittadini che si esprimeranno con un referendum”.

Ho un’alta considerazione dei referendum popolari, ma faccio presente che una riforma costituzionale deve essere votata a “pacco chiuso” ovvero esprimendo SI o NO su un testo. E’ curioso che molti spunti delle proposte dell’attuale maggioranza fossero le stesse del referendum del 25-26 giugno 2006 quando la sinistra (votò solo il 53,7% degli elettori) riuscì a bloccare la riforma costituzionale votata dal Parlamento (a maggioranza di centro-destra) nella legislatura precedente.

Ricorderete forse che nel 2006 l’allora Ulivo aveva appena vinto le elezioni politiche con Prodi che si affrettò a far affossare tutto, aborrendo il concetto che – con la nuova Costituzione – l’Italia sarebbe diventata maggiormente “federale”. Questo aspetto ora sparisce e tutto ritorna ad essere accentrato al vertice secondo un percorso per me antistorico ed assurdo.

Il nuovo testo di Renzi ha una serie di elementi positivi ma altri molto negativi, come potrà un italiano “normale” approvare con un SI o bocciare con uno NO un testo in cui c’è di tutto? Credo che sarebbe comunque più giusto approfondire le questioni per argomenti specifici, per “principi” e non con un testo a scatola chiusa.

Per esempio si dice “no” ad un Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini con poteri effettivi e – delegittimando il Parlamento che resterà a Camera unica e perfino eletto con premio di maggioranza – si mette tutto nelle mani del Governo e quindi del suo leader che – come i suoi predecessori – NON è stato eletto dai cittadini e non è neppure deputato. D’altronde oggi si votano SOLO decreti-legge e nessuna legge di iniziativa parlamentare.

Senza polemiche, ma con chiarezza, credo che questi aspetti di profonda deriva autoritaria (termine sicuramente di “sinistra”, ma oggettivamente vero) andrebbero spiegati meglio a tutti i cittadini, perché le Costituzioni devono valere nel tempo e non essere utilizzate solo a seconda di chi sia in quel momento in maggioranza o al governo.

*ex deputato PdL, già sindaco di Verbania

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