Le promesse di Renzi – di Marco Zacchera

Event: (id=74345) Puntata Della Trasmissione -Omnibus- Con Matteo Renzi In Onda Su La7 Location: Roma Studi La7 People: Renzi Matteo

Non mi scandalizzo se Matteo Renzi trasforma le sue conferenze stampa in uno show sullo stile del venditore di pentole, perché quello che conta è la sostanza, ovvero le riforme che il governo vuol portare avanti, ma per le quali ad oggi c’è solo l’“effetto-annuncio”. Facile insomma vendere le pentole, ma insieme devono esserci anche i coperchi. E’ chiaro che non si può che rallegrarsi per un aiuto ai lavoratori dipendenti meno abbienti, ma preoccupa se il recupero fiscale va a carico dei pensionati, perché un conto sono le pensioni d’oro e un altro è il reddito di chi prende 2.000 euro al mese dopo aver lavorato una vita (e infatti 24 ore dopo c’è già stata una “correzione renziana” salendo a quota 3.000, ma a questo punto aumenterà il prelievo su una fetta più ridotta di pensionati).

Lo stesso vale per l’IRAP che, pur con un promesso sconto del 10%, si continuerà a pagare anche sui salari pagati dalle aziende ai propri dipendenti, il che è una follia se si vuole aumentare l’occupazione. E’ demagogico annunciare di vendere 150 auto blu via mail, ma fa audience, così come stanziare solo 500 milioni per il rilancio delle imprese sociali, ovvero una semplice elemosina.

Tutto sarà comunque vedere se e come si taglieranno le spese della pubblica amministrazione, perché se poi gli enti locali saranno costretti ad aumentare i loro introiti per pareggiare i loro bilanci saremo da capo.

Di concreto, ad oggi, è solo uscita una legge elettorale che personalmente considero pessima e che Napoletano dovrebbe stoppare se rileggesse le osservazioni sul “porcellum” avanzate dalla Corte Costituzionale. La Corte chiedeva infatti di ridurre sensibilmente il premio di maggioranza, ma arriverà al 55% dei seggi anche chi prenderà solo il 37% dei voti, chiedeva il voto di preferenza e lo si è bocciato, così come la parità di genere che non è arrivata.

Alla fine siamo semplicemente davanti ad un accordo blindato con la spartizione dei seggi tra Berlusconi e Renzi che si divideranno il 90% del prossimo parlamento con liste bloccate esattamente come prima, anche se adesso pudicamente tagliuzzate a livello di collegio. Al netto delle chiacchiere è un bidone, anche se sembra che si abbia quasi paura di dirlo.

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