Le elezioni sfrattano Sanremo – di Franco Esposito

Fresco tsunami politico minaccia devastazioni infinite. Il banco rischia di saltare, come pure le cose sacre e profane storicamente presenti nel costume italiano. Quelle abitudini che sanno di riti irrinunciabili, appuntamenti mai messi in discussione o cancellati negli ultimi cinquant’anni. Il Festival della canzone italiana fra questi. Notizia e prospettiva di uno spostamento di data, un vero e proprio slittamento, hanno irritato perfino Aldo Grasso, il professore Grasso, famoso e apprezzato critico televisivo del Corriere della sera. Rigoroso, implacabile censore, colto e caustico fondista del primo giornale d’Italia, l’ha presa malissimo la notizia dello spostamento di data dello storico tradizionale happening della canzone italiana. Grasso ha scritto che il passaggio in  secondo ordine del Festival ci fa ritenere abitanti di un Paese infelice. "Per riprenderci e tirarci su avremmo bisogno di riscoprire un po’ di gioia. Invece ci tolgono Sanremo". Il Festival è in questo momento accantonato: non vivrà dal 12 al 16 febbraio. Slitterebbe a data da destinarsi, in attesa di essere ricollocato nel palinsesto Rai. Spostato un po’ più in là, sottolinea Aldo Grasso, con una punta di studiata amarezza. "Se hanno paura del Festival o di una battuta, vuol dire che l’Italia ha gravi problemi". A voler sospettare, disse una volta un famoso uomo politico, a volte ci si azzecca. Bene, la decisione di cambiare la data del Festival di Sanremo,  arriva quasi in contemporanea con gli attacchi dell’irresistibile Luciana Littizzetto a Silvio Berlusconi. Graffiante l’ironia, brillante e lampante esempio di satira politica, nella trasmissione "Che tempo che fa", condotta da Fabio Fazio. La Littizzetto è ospite fisso, seguita e stimata, del talk show, sempre ricco di spunti interessanti. L’esibizione dell’artista comica ha indotto la Rai ad un momento di riflessione: nelle more il consigliere d’amministrazione Antonio Verro aveva già contestato l’opportunità di affidare la guida del Festival di Sanremo alla coppia Fazio-Litizzetto, nel cuore della campagna elettorale che già si annuncia su toni forti e scomposti. "Sanremo è Sanremo", ma stavolta non basta. La musica è minacciata di slittamento per far posto alle tribune elettoriali. Alle elezioni politiche, tout court. Come la metteremmo e dove andremmo a parare, si chiedono in Rai, se dovesse esserci un faccia a faccia politico? Nel dubbio, spostiamo tutto. Il ministro Cancellieri ipotizza infatti lo svolgimento delle elezioni il 17 o il 24 febbraio. E in Rai, l’azienda che intende rispettare gli obblighi imposti alla Tv pubblica dalla legge sulla par condicio, si susseguono riunioni e incontri. Il Festival di Sanremo slitterebbe alla settimana dal 26 febbraio al 2 marzo. O al 5-9 marzo. In Rai sostengono che diventa complicato e difficile competere con la Rai stessa. "Ridicolo negarsi l’unica festa popolare riconosciuta", insiste il critico televisivo Aldo Grasso. "Negarsi la festa, ma per cosa? Per una cosa tra le più noiose del mondo, i talk show della politica, oltretutto, non servono più a niente".

La Rai servizio pubblico e Tv di Stato. Grasso va giù duro, la storia dello spostamento del festival della canzone italiana lui non riesce a digerirla. "Togliere i talk show della politica sarebbe stato un vero servizio pubblico per il Paese. Soprattutto quei talk show là, invecchiati di vent’anni dopo le primarie su Sky. La Rai perde una grande occasione. Sarebbe bello andare a votare subito dopo Sanremo, sarebbe davvero un grande segnale di ripresa contro il grigiore attuale". Stretta tra elezioni e Sanremo, la Rai non vuole rischiare. In preparazione il piano di riserva, quello con le nuove date per il Festival. Lo slittamento mette in ambasce anche il conduttore designato a dirigere la giostra della canzone italiana. Fabio Fazio è un professionista molto preciso e rigoroso, abituato a fare le cose per tempo e perbene. Dovrà chiedere ai suoi superospiti di ripassare più tardi. Tanto per citarne un paio, come reagiranno Paul McCartney e Penelope Cruz? Ma che musica, maestro, accidenti alle elezioni.

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