Lazio, Santori (Fdi): Intollerabili aumenti ai Comuni per conferimento rifiuti

“I Comuni del Lazio non hanno la possibilità di scegliere in un mercato concorrenziale i siti più idonei e meno costosi in cui conferire i rifiuti indifferenziati”

“Vogliamo sapere se le operazioni in corso sono legali e quali iniziative intenda intraprendere la Regione Lazio per sostenere le criticità economiche-finanziarie dei Comuni che in questi mesi si sono visti aumentare le tariffe di conferimento dei rifiuti indifferenziati da parte di alcune società che gestiscono i siti autorizzati allo smaltimento dalla Regione stessa”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia che al riguardo ha presentato una interrogazione a risposta immediata al Presidente Zingaretti che verrà discussa la prossima settimana.

“I Comuni del Lazio non hanno la possibilità di scegliere in un mercato concorrenziale i siti più idonei e meno costosi in cui conferire i rifiuti indifferenziati. Gli stessi sono individuati dalla Regione Lazio con un contratto di servizio che stabilisce anche quanti e quali Comuni vi debbano conferire i propri rifiuti indifferenziati. Si tratta di numerose realtà come Formello, Marcellina, Subiaco, Riano, Sacrofano, Cerreto Laziale, Ciciliano, Gerano, Pisoniano, Sambuci, Saracinesco, Riofreddo, Agosta, San Cesareo e Canale Monterano, solo per citarne alcuni. In un momento in cui i Comuni trovano notevoli difficoltà a mantenere e garantire i servizi essenziali ai cittadini, sorprende che società autorizzate dalla Regione Lazio allo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti indifferenziati, abbiano sentito la necessità negli ultimi mesi di aumentare le tariffe di conferimento per ben due volte. Tale comportamento oltre ad essere inaccettabile dal punto di vista amministrativo, visto il regime stabilito dal contratto di servizio intercorrente tra le società e la Regione Lazio, è anche socialmente insostenibile perché i Comuni sono costretti a rifarsi sui cittadini con una maggiore tassazione pur di coprire questi aumenti ingiustificati” – conclude Santori.

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