Lavoro, PdL: 500mila posti in meno se la riforma non viene modificata

"Dall’audizione in Commissione Lavoro di alcune delle piu’ rappresentative associazioni datoriali si trae la convinzione che il titolo del Ddl ‘Disposizioni in materia di riforma del lavoro in una prospettiva di crescita’ sfiori il ridicolo, soprattutto nella parte in cui si parla di ‘prospettiva di crescita’. Infatti le categorie (Coldiretti, Confagricoltura, Federdistribuzione, Confapi, Abi, Ania, Cia, Confetra, Confedilizia, Acta, Assocontact) hanno ribadito che la piu’ rosea delle previsioni e’ che la crescita ci sara’, ma sara’ soltanto quella del numero di disoccupati, che aumentera’ significativamente se non si porra’ rimedio alla ulteriore rigidita’ in entrata". E’ quanto sostengono Michele Scandroglio e Paola Pelino (Pdl).

"In un quadro come questo – hanno proseguito Scandroglio e Pelino – con la crisi internazionale che morde senza tregua le nostre imprese, introdurre rigidita’, burocrazia e maggiori costi produce un solo risultato: l’aumento della disoccupazione, che abbiamo stimato in 500.000 unita’. Continueremo nel pomeriggio, nella notte e domani le audizioni, ma se il testo non sara’ modificato significativamente sara’ molto difficile poterlo votare. Immaginare di risolvere il problema del lavoro esodando senza avere le idee nemmeno sui numeri e irrigidendo la flessibilita’ in entrata – hanno concluso Scandroglio e Pelino – non e’ una politica del lavoro che il centrodestra puo’ condividere".

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