Lavoro, ok Commissione a nuovo art. 18 e salario Co. Co. Pro

Ok della Commissione Lavoro del Senato alle modifiche sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e al ‘salario base’ per i collaboratori a progetto. Si identificano inoltre le partite Iva ‘vere’ (cioe’ quelle con reddito annuo lordo tra i 17-18.000 euro) mentre resta da sciogliere il nodo dei voucher per i lavoratori agricoli che avrebbero agitato le acque tra il ministro del Welfare (pero’ in viaggio verso il Messico per il G8) e il collega delle Politiche Agricole Mario Catania.

La titolare del Welfare sarebbe pero’ determinata ad andare avanti; e dunque, per cercare una via d’uscita, si starebbe cercando la mediazione addirittura del premier Mario Monti. Ma Catania va all’attacco: ‘e’ del tutto incoerente che lo strumento del voucher venga di fatto soppresso’. Le proposte del Governo e dei relatori puntano infatti a limitarne l’utilizzo: solo alle imprese con fatturato inferiore a 7.000 euro ed escludendo i lavoratori agricoli iscritti negli albi. Una situazione che – dice il relatore del Pdl, Maurizio Castro – rischia di rallentare l’iter del provvedimento. Iter che pero’ oggi il Fondo Monetario, alla fine della ‘visita’ in Italia, chiede a gran voce di accelerare.

Intanto mentre i lavori della Commissione procedono abbastanza spediti e si punta a chiudere entro domani (ne e’ convinto il sottosegretario Michel Martone che segue i lavori a Palazzo Madama) si fa sempre piu’ concreta l’ipotesi che sul testo il governo possa chiedere la fiducia. Anzi una fiducia ‘multipla’ spacchettando il testo in tre parti distinte. Protesta l’opposizione (in particolare l’Idv) che parla di ‘danno’ (la riforma per i lavoratori) e ‘beffa’ (appunto l’ipotesi di fiducia. La riforma e’ attesa in aula a partire da mercoledi’ della prossima settimana.

Via libera intanto ai primi 13 articoli (tranne l’11 sui voucher accantonato in attesa di mediazione). Tra le novita’ il via libera alle modifiche all’Articolo 18: in caso di reintegro per licenziamenti disciplinari – dispone l’emendamento dei relatori approvato – salta il riferimento alla legge. I giudici potranno cosi’ fare riferimento ai contratti collettivi o ai codici disciplinari. Via libera anche alla proposta, sempre dei relatori, (articolo 13) che fissa l’efficacia del licenziamento disciplinare dal momento della comunicazione del procedimento e’ avviato. La procedura di conciliazione non potra’ essere fermata da un’eventuale malattia tranne in caso di maternita’ o infortuni. Via libera anche alle novita’ su co.co.pro e partite Iva. Per i collaboratori a progetto arriva un ‘salario base’, mentre per verificare quali siano le partite Iva ‘vere’ cambiano i ‘parametri’. Saranno considerate appunto ‘vere’ quelle di lavoratori che percepiscono un reddito lordo da lavoro autonomo di almeno 17-18.000 euro. Via libera anche alle modifiche sull’apprendistato: si potra’ sempre assumere un apprendista mentre nel testo originario l’assunzione era vincolata alla trasformazione del contratto per almeno il 50% degli apprendisti in azienda. Infine via libera, sempre alla proposta dei relatori, che prevede che per attivare il lavoro a chiamata bastera’ inviare un sms alla direzione provinciale del lavoro. In caso di mancato avviso i datori di lavoro rischieranno da 400 a 2400 euro di multa. Il lavoro a chiamata sara’ libero per gli under 25 e gli over 55. Si allunga fra l’altro da 6 a 12 mesi la durata del contratto a termine senza causale mentre viene ridotto a 20-30 giorni (da 60-90 giorni previsti dal governo) l’intervallo tra contratti a tempo determinato per l’avvio di nuove attivita’.

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