Lavoro, Cgil: presidi e scioperi contro riforma iniqua

Una immagine della manifestazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, 16 giugno 2012, a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Una riforma ‘inadeguata, iniqua e dannosa’ contro la quale la Cgil oggi e domani, mentre il testo e’ all’esame della Camera per l’approvazione, ha organizzato presidi e scioperi in tutt’Italia. Si tratta di un testo ‘inadeguato’, spiega la Cgil, perche’ ‘rispetto ai propositi iniziali non ci sono interventi per limitare la precarieta’ ne’ per cancellare alcune delle 46 forme contrattuali esistenti’. Ma e’ anche un provvedimento iniquo e dannoso perche’, ‘in una fase di crisi drammatica, e dalle prospettive ancora nere, si riducono le tutele, mentre per gli ammortizzatori non si e’ prodotta quella universalita’ tanto spesso citata dal governo ma, a conti fatti, disattesa’. Contro la precarieta’, invece, la Cgil chiede un welfare diffuso e posti qualificati e stabili: ‘impoverire il lavoro mentre si rilancia lo sviluppo e’ un’idea suicida con conseguenze socialmente devastanti’, l’Italia ‘ha bisogno di politiche di innovazione e qualificazione del proprio apparato produttivo e di servizio che ha perso competitivita’ per troppi anni: la flessibilita’ del lavoro non fa diventare competitiva un’impresa che non fa ricerca e non investe, peggiora solo il mercato’.

E proprio oggi il sindacato di Corso d’Italia ha proposto un nuovo piano del lavoro, aperto al contributo di sindacati, imprese, forze politiche e istituzioni, per fare ‘un salto di qualita’ in un dibattito spesso asfittico, incapace di pensare oltre l’attualita’, con lo scopo di progettare un futuro diverso proprio per risolvere i problemi di oggi’. Per contrastare quindi la riforma del governo, ritenuta ‘una pura bandierina ideologica’, scioperi, manifestazioni e sit attraverseranno tutta la penisola, da Roma, con un presidio davanti a Montecitorio, a Milano, passando per Torino, Venezia, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. Due ore di sciopero sono state gia’ confermate in una quarantina di province, mentre lo stop raddoppia a Firenze, Fermo e Macerata, e diventa di otto ore ad Alessandria e Ascoli Piceno.

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