Lavitola e Berlusconi – di Margherita Genovese

Ma quali sono i reati contestati a Valter Lavitola, questo abile faccendiere entrato nelle simpatie del premier per mille motivi, tra i quali non ultimi la disponibilità a mostrarsi condiscendente e quasi affettuoso (cosa che accomuna tutti i  questuanti), almeno prima delle pressanti richieste per conto terzi? Quale differenza con Lele Mora e Emilio Fede, e con i tanti "clientes" che ossequiano e adulano i potenti, salvo scansarli e rinnegarli quando cadono? Le tante foto che lo ritraggono sorridente vicino al premier o alle sue spalle sono da considerare alla stregua di immagini compromettenti che associano la persona a un boss mafioso, o sono la dimostrazione chiara e lampante che il giovane businessman in fase ascendente volesse come tutti accreditarsi presso eventuali grosse imprese come procacciatore di affari?

Dov’è il reato? Dov’è la colpa, dell’uno e dell’altro? Berlusconi deve averne avute ogni giorno a decine di persone che nei suoi tempi migliori gli chiedevano una foto ricordo o un incontro o un colloquio o un aiuto, e che lo si chiami imprenditore o faccendiere o pescivendolo come i più meschini della sinistra hanno fatto, Lavitola è esattamente come il padre di Noemi Letizia, come Tarantini e sua moglie, come Patrizia D’Addario, come le olgettine, come Nicole Minetti, come tutta quella genia di approfittatori che individuano il pollo da spennare e si muovono di conseguenza. Oggi il Cavaliere compie 75 anni, e se negli ultimi dieci la sua sete di vita e di giovinezza ha dovuto fare i conti con l’infierire del tempo, con la solitudine e con l’ipocrisia della varia umanità che lo ha circondato, non c’è da crocifiggerlo, ma da comprenderlo e giustificarlo: la ricchezza conquistata con mente lucida e illuminata, alla fine inquina i rapporti affettivi e riduce la visibilità.

La lente d’ingrandimento sotto cui sono stati fatti passare tutti i suoi momenti ludici, ci fa pensare che sia l’unico pirla che si fida degli amici e crede nelle parole d’amore di donnine mercenarie abilmente mascherate da colombine cinguettanti: in realtà ce ne sono a iosa, e di tutte le età, e di tutte le tasche, di uomini anche in gamba manipolati e turlupinati dalle smancerie di abili maghe del sesso.

Ci piacerebbe sapere quali reazioni avrebbero i politici più puri, Casini e Rutelli e il baffetto D’Alema, fino ai meno puri Fini e Bocchino, di fronte all’azione concentrica, e soprattutto secretata dai magistrati amici, di amazzoni scarmigliate e provocanti ballerine.

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