Lavitola – De Gregorio, Neri (Pd): Fare chiarezza e unire i vari filoni di indagine

“Le vicende che riguardano il senatore del Pdl De Gregorio, collegate alle attività dell’ex latitante Lavitola, devono essere chiarite fino in fondo, per questo il Senato deve offrire alla magistratura che indaga tutta la collaborazione, senza reticenza alcuna, e accogliere la richiesta di arresto avanzata nei suoi confronti”. Lo afferma Luciano Neri, coordinatore della Consulta degli Italiani nel Mondo del Pd e componente del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie). L’esponente del Pd fu peraltro colui che, con le sue denunce, fece chiudere a settembre del 2010 il canale satellitare Sky 888 di De Gregorio che, sotto la sigla “Italiani nel Mondo Channel”, trasmetteva film pornografici.  

“De Gregorio non c’entra niente con gli italiani nel mondo – afferma Neri –  ma con quello sconcio produsse un danno di immagine enorme alle nostre comunità all’estero e alla sua rappresentanza istituzionale. Se aggiungiamo che De Gregorio è lo stesso che promosse la Fondazione Italiani nel Mondo con i senatori Di Girolamo (arrestato per collusione con la ‘ndrangheta), Cacho Caselli e  Basilio Giordano il danno per gli italiani nel mondo aumenta in maniera esponenziale. E’ indispensabile a questo punto fare luce sulla natura e attività del variegato network De Gregorio – italiani nel mondo (Italiani nel Mondo Radio e Tv srl, Italiani nel Mondo reti televisive srl, Associazione Internazionale Italiani nel Mondo, Italiani nel Mondo editrice, Italiani nel Mondo Channel), conoscere l’ammontare degli eventuali contributi pubblici, dei soggetti erogatori e delle motivazioni. E c’è un altro filone di indagine che potrebbe essere collegato, quello aperto dalla Procura di Roma, titolare Giancarlo Capaldo, sui presunti brogli elettorali nella ripartizione di Buenos Aires con al centro migliaia di schede di dubbia provenienza attribuite tutte alla stessa mano. La stampa ha ampiamente riportato che ‘secondo le ipotesi dell’accusa, le schede sarebbero state manipolate con la complicità dell’allora console italiano a Buenos Aires, Giancarlo Maria Curcio e di ditte di spedizione calabro-argentine’. Lo stesso console Curcio oggetto dell’amichevole sostegno di Lavitola che in una mail confidenziale all’allora Ministro degli Esteri Frattini scrive ‘caro Franco, hai notizie della promozione dell’ambasciatore Curcio?’. Lo stesso Curcio che, per logica e cautela, avrebbe dovuto essere richiamato a Roma e che invece Berlusconi nominò il 19 dicembre ambasciatore. Guarda caso proprio a Panama. Appare veramente sconcertante – conclude Luciano Neri – che il Ministro Terzi, in queste condizioni, non senta il dovere di richiamare a Roma l’Ambasciatore Curcio e di chiarire l’intera vicenda”.

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