L’autogol di Trenitalia – di Franco Esposito

Dirottamento è un’espressione forte. Forse esagerata, non appropriata. Deviazione è la parola giusta, conforme agli usi crescenti, alle abitudini e alle libertà che in Italia vengono spesso interpretate a sproposito. Oggi più di ieri, probabilmente meno di domani. L’Italia che prevarica, facendo ogni giorno professione di arroganza e menefreghismo. L’Italia dei fatti propri e degli interessi personali: la fermata non prevista del treno Freccia Rossa a Parma, stazione di norma non compresa lungo la tratta Napoli-Milano.

Una sosta a beneficio della squadra di calcio della Roma, alla faccia dei viaggiatori possessori di biglietti che ignoravano la sosta della Freccia nella città ducale. Un inchino anche questo, in nome dell’arroganza e della prepotenza che il calcio esprime in ogni sua espressione. All’insegna del chi se ne frega del prossimo, non importa chi esso sia, in questo caso i clienti di Trenitalia, fruitori dell’Alta Velocità. I treni denominati appunto Freccia Rossa. Biglietti che costano un occhio della testa e ciò malgrado ambiti dalla collettività che necessita andare di fretta. Treni, sulla carta, rappresentativi grande comodità e rapidità. Roma-Milano e viceversa, fa niente se costa quasi quanto un biglietto aereo. Sulla Freccia, promettono slogan e depliant, viaggi comodo e rapido, ed è questo che conta; il resto mancia, non è vita. E a bordo di Intercity e Interregionali non è mai vita. Freccia Rossa è sinonimo di precisione e rapidità. Dovrebbe essere questa la regola, codificata al momento dell’acquisto del biglietto. Ma così non è quando il treno veloce della famiglia dell’Alta Velocità si concede una deviazione imprevista. Un dirottamento tra virgolette non compreso sulla tratta.

Il Freccia Rossa 9544, in servizio da Napoli a Milano, prevede soste solo a Roma Termini, Firenze Santa Maria Novella, Bologna Centrale. Martedì 30 novembre ne ha effettuata una supplementare, definiamola pure abusiva perché non contemplata nel patto che il cliente sottoscrive con Trenitalia all’atto dell’acquisto del ticket. Il biglietto ferroviario, ormai acquistabile anche su Internet. Definita dalla società delle ferrovie “straordinaria”, la fermata è servita per consentire alla squadra di calcio della Roma, in testa Zeman e Totti, la discesa a Parma. Si è scatenata una bufera mediatica, ingigantita anche dalla cassa di risonanza dei social network. L’inferno su Internet come contenitore dell’indignazione e della rabbia dei viaggiatori clienti di Trenitalia. Fioccano le denunce, i viaggiatori hanno alzato la voce. Quell’Italia che non ci sta a subire soprusi. Ma come gli è venuta a Trenitalia d’inventarsi la fermata della Freccia Rossa a Parma, a beneficio di una squadra di calcio. Sia pure importante e prestigiosa come la Roma. Sul Web, e non solo, si è parlato di “Casta”. Ma come si è arrivati a questo disgustoso episodio che ha mandato letteralmente in bestia i viaggiatori non appartenenti alla Roma?

Il ritardo da essi denunciato, all’arrivo a Milano, è di quaranta minuti. “Diciannove minuti, non uno di più, di cui quattordici imputabili a problemi di circolazione” ha provato a spiegare Trenitalia, non convincendo nessuno. La deviazione sarebbe quantificabile in diciannove minuti. “La Roma ha pagato i biglietti”. Laddove nessuno ha mai sospettato che avesse viaggiato gratis. Trenitalia giustifica la deviazione/dirottamento rivelando, solo in presenza del grande pasticcio, di aver stipulato un accordo con alcuni club calcistici, Roma compresa, per far usufruire del treno quando possibile. L’accordo è datato 16 ottobre. Ma lo scandalo/vergogna resta: la richiesta di fermata straordinaria era stata fatta anche in passato, ma mai accordata. Questa volta sì, misteri della fede. Il treno è arrivato in ritardo a Milano, ovvio. Trenitalia sostiene di aver tenuto un comportamento corretto con i viaggiatori suoi clienti. “Con avvisi sui tabelloni e tramite altoparlanti nelle stazioni abbiamo avvertito che il treno avrebbe effettuato una fermata straordinaria. Trenitalia deve consentire una domanda: visto che ritiene di aver rispettato regole e procedure, perché rimborserà ai viaggiatori il 25% del prezzo del biglietto, nonostante non fosse previsto? A noi non risulta che l’azienda delle Ferrovie dello Stato sia portata a fare della beneficenza.

Elio Lannutti, senatore dell’Italia dei Valori, ha presentato un’interrogazione al Ministero dei Trasporti. “Come se non bastassero i disservizi, ora Trenitalia accumula ritardi solo per fare scendere la Roma in una stazione non prevista. Il ministro Passera spieghi a Trenitalia che non svolge servizio di noleggio con conducente a favore dei grandi club di calcio”. Un intervento sacrosanto: arroganza e prepotenza sono meritevoli di una esemplare lezione. E la Roma? Si ritiene presa per la collottola. Cornuta e mazziata, visto che la partita poi l’ha pure persa. Respinge l’accusa per uso improprio del treno, negando che ci sia stato un dirottamento o un trattamento di favore. “Solo il rispetto di un accordo che la Roma ha con Trenitalia, è mancata la comunicazione da parte loro. È successo tutto a nostra insaputa”. Codacons a difesa del consumatore ha presentato un esposto alla Procura di Parma. Chiede l’apertura di un’indagine per interruzione di pubblico servizio. I passeggeri hanno informato la Polfer, alla stazione di Milano Centrale. “Il ritardo è stato di 40’, in totale assenza di informazioni”. Deviazione o dirottamento, Trenitalia è deragliata. La Roma in campo a Parma, lei è finita fuori binario. Un momento anche questo di brutta Italia.

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