L’attuale fase politica? E’ una vittoria dell’Udc – di Antonio Gabriele Fucilone

Credo che  in questa fase della politica italiana, ad uscire veramente vittoriosa sia l’Unione di Centro. Le dimissioni del presidente Berlusconi e la nascita del governo Monti sono ruotate intorno al partito guidato da Pier Ferdinando Casini. Infatti, per senso di responsabilità, il Popolo della Libertà ha appoggiato il nuovo governo, andando contro l’alleato storico, la Lega Nord. Anche il Partito Democratico ha appoggiato il nuovo governo, mettendosi contro l’Italia dei Valori e la sinistra radicale. Possiamo dire che i due più grandi partiti siano oggi alla mercé dell’Unione di Centro, che da sempre coltiva un ritorno alla vecchia politica della Democrazia Cristiana, appoggiandosi al nuovo governo tecnico. Di fatto, Casini ed i suoi sono riusciti a scardinare le alleanze che tenevano insieme le due grandi coalizioni di centrodestra e di centrosinistra e hanno diretto il gioco.

Ora Casini punta a fare in modo che ci sia una "Grande Coalizione" anche dopo il 2013. Io penso che il gioco di Casini e dei suoi sia rischioso, per vari motivi. La gente, infatti, vuole una politica chiara in cui ci siano dei partiti e delle coalizioni retti da idee. Non sembra che la "Grande Coalizione" tanto bramata da Casini vada in quella direzione. Ad esempio, non c’è alcuna affinità ideologica tra Ignazio La Russa e Rosy Bindi. In poche parole, agli occhi della gente, una "Grande Coalizione" rischierebbe di sembrare una coalizione artificiosa e raffazzonata atta a mantenere il ceto politico esistente. Questo allontanerebbe la gente dalla politica e, se la gente si allontanasse dalla politica, una svolta populista diventerebbe inevitabile e le conseguenze potrebbero essere incontrollabili. Inoltre, questa "Grande Coalizione" non garantirebbe le riforme necessarie, in primis il federalismo.

Penso che il Popolo della Libertà ed il Partito Democratico non debbano ascoltare le "sirene centriste" di Casini e dei suoi. Essi, infatti, ci stanno perdendo. Lo dimostrano diversi fatti: la fatica che fa il PdL a recuperare i consensi (nonostante l’ottimo lavoro del segretario Angelino Alfano), il PD che perde le elezioni primarie nelle varie città, i mal di pancia che ci sono all’interno dei due partiti.

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