Lato B, boom di trattamenti negli States nel 2014

Nel 2014, secondo l’American Society of Plastic Surgeons, ASPS, le procedure estetiche negli Stati Uniti sono aumentate del 3%, raggiungendo i 15,6 milioni. La cifra tiene conto sia degli interventi di chirurgia estetica veri e propri (dalla mastoplastica additiva al lifting), sia dei trattamenti mini-invasivi (come tossina botulinica e filler), questi ultimi sempre più in primo piano nel mercato della bellezza. Infatti, nello scorso anno negli States sono stati eseguiti 13,9 milioni di procedure mini-invasive (+4% sul 2013), contro 1,6 milioni di interventi di chirurgia estetica (+1%).

2014, L’ANNO DEL LATO B… Dati alla mano, il 2014 è stato l’anno del lato B. Durante l’anno passato, infatti, negli USA sono stati eseguiti circa 11.500 lipofilling ai glutei, per aumentarne il volume (+ 15% rispetto al 2013). Da vero boom, invece, la percentuale registrata dall’impianto di protesi, che ha messo a segno addirittura un + 98%, con circa 1.900 interventi.  “Sono cifre molto piccole – fa notare Fabrizio Malan, presidente della SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, che raduna l’80% degli specialisti nel nostro Paese ed è gemellata con l’American Society of Plastic Surgeons -, ma indicative di un trend che vede attribuire al lato B una maggiore importanza”. Un lato B che non è solo da ridurre, ma appunto anche da aumentare e “disegnare” meglio, come dimostra l’incremento (+44%, con circa 3.500 interventi nel 2014) dei lifting dei glutei. “Anche in Italia si riscontra la stessa tendenza  – dice ancora Malan –. Il lato B ha smesso di essere di serie B e crescono le richieste di chi vuole migliorarlo”.

E DELLA CHIRURGIA PLASTICA PER LUI Secondo il presidente di ASPS, Scot Glasberg, negli States è stata superata l’idea delle procedure estetiche come pratiche riservate alle donne. E il continuo aumento dei pazienti maschi lo dimostra. L’intervento per lui in crescita più forte? Quello che prevede l’impianto di protesi pettorali, che simulano il muscolo. Nel 2014, questi interventi hanno registrato una crescita del 208%. “In Italia – dice ancora Malan – è un intervento con un bassissimo numero di richieste, bassissimo per non dire inesistente. Decisamente in crescita, invece, è la riduzione della ginecomastia, ovvero del ‘seno’ negli uomini”. Negli Stati Uniti, questo intervento ha fatto registrare una crescita del 29% dal 2000 al 2014.

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