L’arrocco della Lega – di Laura Neri

Non sono una leghista storica, e non mi sono mai piaciuti nè il cappio, nè Borghezio, nè il rito celtico al dio Po. Ma è sul programma, e sulla caparbietà della classe politica di riferimento, che ho già cominciato a raccogliere punti a favore, e, senza illusioni, aspetto le prossime mosse del movimento per valutare il beneficio dell’alleanza. Perchè, se gran parte della classe dirigente del partito riesce a cogliere la viltà e l’astuzia della strategia della sinistra, e a mantenere la barra dritta grazie anche alla capacità del "cerchio magico" di ricondurre all’ordine chi scalpita, una certa base leghista dura e pura, ancora rozza e aggressiva e soprattutto desiderosa di visibilità, si lascia attrarre dai giornalisti da strapazzo tanto in voga di questi tempi, per sconfessare i capi e mostrarsi indignata e delusa, facendo così il gioco di chi mira allo sfascio per far cadere il governo in carica.

Per difendersi dallo scontro frontale di un esercito di nemici guidato da magistrati, colonnelli e generali, e raggiungere i suoi obiettivi centrali senza perdere la guerra del tempo, la Lega ha scelto la tattica dell’arrocco, mettendosi trasversalmente rispetto alle direttrici di marcia e disperdendo la forza d’urto imponente, che trova sponda perfino nei vescovi politicizzati, incapaci di guardare in casa loro: la mossa finora è servita, ma, come dice Bossi, si vedrà giorno dopo giorno quanto si potrà resistere.

Certo, varrebbe la pena mandare sul terreno la fanteria più attrezzata per convincere il popolo che passare dall’altra parte sarebbe un segnale di debolezza se non di tradimento ben più pesante del momentaneo arroccamento, e che nessuno più si fiderebbe di un alleato che non sa individuare le trappole e i pericoli. Resistere al canto delle sirene e ignorare le finte profferte amorose, prima di tutto: e cambiare al più presto i programmi e i conduttori di Radio Padania, lasciando che sia il quotidiano cartaceo di informazione ad offrire lo spazio alle contestazioni e alle risposte chiarificatrici. Forse la base leghista legge poco e preferisce la chiacchiera, i più giovani sui blog, i più vecchi al bar; mandiamo a casa, in abbonamento gratuito agli iscritti, le copie del giornale, chissà che non trovino il tempo e il piacere di leggere e di riflettere prima di parlare.

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