L’Argentina, un socio strategico per l’Italia – di Eugenio Sangregorio

Un’alleanza con l’Argentina prima,  e col Sudamerica dopo, sarebbe un piano strategico di  portata mondiale per l’Italia,  dal punto di vista economico e geopolítico. I nostri nuovi governanti debbono elaborare al più presto un piano comune di inserimento di cui l’internazionalizzazione delle Pmi sia il motore economico. Per una crescita forte e sostenibile il Sudamerica è il partner ideale in cui gettare le basi dello sviluppo, e dentro i due più grandi Paesi del subcontinente americano una alleanza strategica con l’Argentina, come detto piú volte,  aumenterebbe di gran lunga la produttività e il potenziamento reciproco del settore industriale.

Il Brasile, il gigante sudamericano, è di difficile penetrazione, peró l’Argentina ed il resto del Sudamerica hanno bisogno di industrializzare la loro produzione primaria e di tecnologia avanzata in cui l’Italia può dare un grande contributo con il suo know-how.

L’Argentina deve essere per le Pmi italiane una seconda Italia. L’Italia si deve inserire in questo Paese costituendo un nuovo centro di produzione italiano che può competere col mondo. Esserci in Argentina significa peraltro  esserci anche in  Brasile. L’Argentina produce oggigiorno alimenti per 400 milioni di persone. Se assumiamo in nostro favore il valore aggiunto, le diverse aree potranno crescere nella loro produzione.

Una presenza attiva in un continente strutturalmente forte giacché produce quello che domanda il mercato asiatico, risolverebbe diversi problemi economici, si assicurerebbe delle risorse naturali, e farebbe vedere un interessante orizzonte di crescita nel breve e medio termine. L’asse Asia-Pacifico sará il corridoio del commercio mondiale e lí si prevedono i più grandi flussi di investimento.
 
Questa alleanza deve essere il frutto di una decisione politica di ampio raggio che può portare a una alleanza piú grande ed importante  (Europa mediterranea-Mercosur) in cui l’Italia potrebbe arrivare a diventare leader del gruppo europeo nel settore industriale, anche se la Spagna ha una presenza importante nella regione, nelle imprese del settore dei servizi

L’analisi più realistica sui futuri mercati e sulla globalizzazione indica che il mondo virtuale e finanziario sta cedendo il suo primato e che sarà sostituito presto dalla logica dell’economia reale e della produzione e lavorazione delle materie prime; ció significa che chi non ha risorse non avrá potere né possibilitá di crescita.

Il Brasile e l’Argentina giá stanno lavorando insieme integrando le loro industrie, e generando valore aggiunto. Insieme sono una potenza mondiale nei generi alimentari, per esempio nella produzione di soia.

L’Italia potrebbe essere il leader in vari settori industriali di grande tecnicizzazione e potrebbe essere un attore importante nella progettazione di infrastrutture di cui ha bisogno l’Argentina e tutto il Mercosur. L’Italia ha il suo petrolio, é il made in Italy, ma può anche aspirare a raggiungere il made in Sud America con la forza della sua tecnologia.

Il buonsenso ci dice che in una situazione come quella descritta la prospettiva di una alleanza deve essere salutata dai Paesi sottoscrittori come un passaggio epocale. Le grandi crisi provocano dei grandi cambiamenti e necessitano di decisioni lungimiranti: questo é uno di quei momenti.

La possibilitá di produrre alimenti non tradizionali é un valore aggiunto illimitato, giacché ancora non esiste un mercato del genere. Questo permetterebbe all’Italia di essere fornitore sicuro e quantitativamente forte del mercato agroalimentare europeo e di quello asiatico (dal Sudamerica).

L’integrazione delle imprese italiane con quelle argentine e sudamericane é importantissima per tutti giacché ciascuno darebbe il suo contributo, l’Italia con il suo certificato di qualitá ed il suo made in Italy. Il mondo globalizzato ci ha dimostrato che i cambi sono grandi e che nel mondo d’oggi esistono vincitori e non. L’attivazione delle catene produttive, che ci colleghino con il sapere, l’innovazione tecnologica e la competitivitá, e’ prioritaria nel Sudamerica e nell’America Latina; e la partecipazione italiana potrebbe essere di fondamentale supporto. Il concretizzarsi dei risultati positivi può essere anticipato da eventi imprevedibili. Questa alleanza permetterá la costituzione di un gruppo di piccole e medie imprese Italo-Sudamericane e Italo-Argentine con grandi possibilitá di sviluppo. Questo non é un sogno, quanto piuttosto una necessitá che ha bisogno delle decisioni politiche. Siamo disposti a lavorare attivamente a questa integrazione per migliorare la qualitá di vita delle nostre nazioni e dei nostri popoli.

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