Lampedusa, De Rubeis: Entro domani ritorno alla normalità

Dopo la rivolta degli immigrati a Lampedusa, il sindaco dell’isola Bernardino De Rubeis annuncia: i tunisini presenti sull’isola verranno trasferiti entro domani in altri centri d’accoglienza. "Il ministero dell’Interno – dichiara De Rubeis, dopo un colloquio telefonico con il ministro Maroni –  ha gia’ predisposto 11 voli per trasferire i tunisini che si trovano ancora qui, cosi’ l’isola potra’ tornare alla normalità". Non solo: "dopo l’incendio che ha devastato in parte il centro d’accoglienza", nessun altro clandestino potrà sbarcare a Lampedusa, visto che "non si saprebbe neppure dove alloggiarli".

Il sottosegretario all’Interno con delega all’immigrazione e asilo, Sonia Viale, in una nota conferma: "Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati". "Gli atti vandalici e le rivolte poste in essere dai cittadini tunisini – sottolinea – nascono dalla loro consapevolezza di essere rimpatriati. Tali episodi di inaccettabile violenza non modificano il piano dei rimpatri, che – assicura – prosegue e non subirà  rallentamenti". 

Daniela Santanchè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sta organizzando un imponente sit in a favore dei lampedusani, che sono ormai stanchi di questa invasione sulla loro isola, i cittadini di Lampedusa sono giunti al limite della sopportazione.

Intanto, però, l’opposizione insorge: Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, chiede a Maroni di riferire in Senato "su cio’ che sta avvenendo a Lampedusa. Le immagini che stanno facendo il giro del mondo appaiono una ulteriore conferma del fatto che la situazione degli sbarchi e della permanenza dei migranti sul territorio del nostro Paese non e’ assolutamente governata". 

Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Pd, rincarda la dose: "c’è un solo responsabile" di ciò che sta avvenendo a Lampedusa, "il governo, che e’ evidentemente stato incapace di prevedere, gestire e contenere il super afflusso e di conseguenza le rivolte a cui stiamo assistendo".

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