L’accanimento su Di Maio e Salvini e la protervia di Renzi

Inaccettabile la pioggia di accuse e perfidie che si abbattono, pregiudizialmente, su di Di Maio e Salvini. Paura del cambiamento?

“Se anche non fosse del mio carattere, è l’indignazione che mi costringe a scrivere versi”. (Decimo Giunio Giovenale)

“Parla quando sei arrabbiato e farai il miglior discorso che mai tu possa rimpiangere”. (Ambrose Bierce)

“Niente ottiene successo come l’eccesso”. (Oscar Wilde)

“La mia vecchiaia avrà inizio quando smetterò di indignarmi”. (André Gide)

LA SPIACEVOLE CRISI

Si può stilare un lungo elenco di cose che non ci piacciono, nell’evoluzione della lunga crisi post elettorale, proseguita anche dopo la formazione del governo. Ovviamente, l’irritazione è legata alle nostre diversità: opinioni politiche, posizioni sociali e culturali, ironia o tolleranza, anche simpatie e antipatie personali. Posso dirvi ciò che non piace a me…

GLI SPROLOQUI DI SAVIANO

1. L’accoglienza sottomessa riservata agli sproloqui di Roberto Saviano, retorici e demenziali (così, giustamente, li ha definiti Massimo De Manzoni, a “Coffee break”).

L’ACCANIMENTO SU DI MAIO E SALVINI

2. Non sono schierato per 5Stelle o Lega e non conosco nessuno di loro. Ma è inaccettabile la pioggia di accuse e perfidie che si abbattono, pregiudizialmente, su di Di Maio e Salvini. Paura del cambiamento?

LA PROTERVIA DI RENZI

2. La protervia con cui Matteo Renzi continua a esibirsi, grazie alla pochezza dialettica dei suoi antagonisti. Perché invece non spiega gli ingaggi che ottiene nei suoi viaggi per il mondo? “La Verità”, a cui collaboro ogni giorno, è l’unico giornale impegnato a chiedere chiarezza.

URLA E STREPITI NEI TALK SHOW

3. Il chiasso furioso che distingue molti talk show. Evidentemente, fa ascolto. Naturale: come succede se sentiamo urla e risse per strada. Ci affacciamo alla finestra. Ma non si capisce niente. Sia se per curiosità osserviamo dalla finestra cosa succede, sia se assistiamo dal divano a ciò che ci propina l’estenuante e maleducato dibattito televisivo.

MASSIMO GILETTI SI CREDE IL NUOVO MINOLI O IL FU SANTORO

5. Massimo Giletti, non più giovane, ha capito finalmente che è meglio proporsi con i capelli bianchi, anziché tingerli vanitosamente. Purtroppo l’ex giovanotto, sempre smodatamente ambizioso, crede di essere diventato il Michele Santoro o il Giovanni Minoli dei tempi d’oro. Fa ascolto? Sì: oltre al chiasso, l’effetto è comico!

MIGRANTI: SALVINI SOMMERSO DA CRITICHE

6. Salvini è sommerso da critiche per aver bloccato i migranti. Se non lo avesse fatto, lo avrebbero assalito comunque, sostenendo la sua incapacità di mantenere le promesse. In questi giorni ha mandato a quel paese Emmanuel Macron, che ha avuto la faccia tosta (proprio lui!) di accusarci di disumanità. Poi le dichiarazioni sono state smentite e i rapporti tra Francia e Italia sono faticosamente, e fintamente, sono ripresi. Salvini non sta sbagliando un colpo, ma è stato volgarmente trattato come un carnefice. Mentre ha solo mandato un segnale forte all’Europa. Era ora! Mi fermo qui. Continuate voi?