La vergogna del nodo vi(tali)zio – di Andrea Lorusso

L'aula del Senato a Palazzo Madama. REUTERS/Alessandro Bianchi

In Italia di nodi ce ne sono veramente tanti, ma di vizi atavici e attaccamenti alla poltrona il nostro Paese ha un primato indiscusso in Europa e forse nel Mondo.

Non solo non ci si spiega perché sia un tabù parlare nel 2011 di tassazione sulle attività economiche, lucrative, che nei "luoghi di culto" presenti sul territorio italico vengono svolte, ma resta un mistero anche il coraggio con cui i nostri parlamentari invocano autonomia decisionale, sovranità e rispetto della Costituzione soltanto per i tagli alle loro retribuzioni, chiedendo agli elettori d’ogni orientamento politico sacrifici in rispetto del governo tecnico di Monti e dei dettami dell’Unione Europea. Agli eletti degli elettori non è che sia mai importato molto, ma la faccia tosta con cui hanno accettato il blocco delle rivalutazioni sulle pensioni di 1000 o 1.400 – 1.800 euro lordi mensili (si vedrà se troveranno il denaro per la copertura della seconda o terza ipotesi) per poi saltare dalla sedia sull’ipotesi di una sforbiciata degli 11.700€ mensili (dati Repubblica, come media delle retribuzioni per onorevole) ai 5.300€ netti mensili di media nell’Eurozona, compiendo "un atto incostituzionale, predatorio, deplorevole, violento e che porta al suicidio" (cit. Alessandra Mussolini).

Per non parlare di Palazzo Madama, dove i Senatori vanno ancora meglio tra indennità e rimborsi, perché possono raggiungere – o perché no, anche superare – i 14mila euro mensili netti.

La fiducia nei partiti oggi è al minimo storico, ci siamo fatti commissariare da un governo di tecnocrati, burocrati e banchieri pronti a togliere 7-8 euro mensili ogni anno di rivalutazione inflattiva (quindi non un aumento del benessere, ma il mantenimento del potere d’acquisto, insomma, per non far diventare "più poveri" i nostri pensionati col passare del tempo) con il bene placet parlamentare, ma quando si prova a ridurre di un centesimo le super-indennità parlamentari una levata di scudi bipartisan si fa leone e invoca garanzie, codicilli, Carta Costituzionale, violazione dell’autonomia e delle norme che regolano la vita parlamentare, impossibilità di prendere determinate decisioni per decreto. Praticamente le decisioni sui portafogli di Onorevoli e Senatori spettano esclusivamente a loro stessi. Come dire che da domani un impiegato di Banca deve decidere in autonomia se la sua retribuzione mensile debba ridursi di 50 euro o aumentare di 10. La conclusione è più che banale.

Dinanzi a tutto questo vien da ridere a sentire le frivole quanto vergognose dichiarazioni in una situazione di massima crisi finanziaria, che giungono dal consesso più alto, come ad esempio Marina Sereni (vicepresidente Pd): "Chi ha detto che noi prendiamo un’indennità netta di 11 mila euro? Può arrivare a 5mila euro, questo sì. Ma io faccio una vita normale, faccio la spesa alla Coop, quelli che mi conoscono lo possono testimoniare". Oppure Guido Crosetto (Pdl): "Polemica eccessiva" ; Pier Ferdinando Casini (Udc): "Nei tempi indicati dal governo" o ancora, "Non si sollevi un polverone che fa soltanto male alle istituzioni e a chi fa politica seriamente e cerca di rappresentare i propri elettori e, in questi momenti di crisi drammatica, gli italiani tutti", ha avvertito Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd. Tutti d’accordo, appunto.

Non è demagogia la nostra, ma ci pare giusto che chi assurge a cariche importanti e sia sugli scranni più alti abbia adeguati compensi anche per non alimentare la corruzione, ma la domanda di fronte alla situazione agghiacciante in cui ci troviamo è lecita: noi italiani, quanto siamo disposti a pagare 630 deputati e 315 senatori inermi e passivi su ogni provvedimento che munge il nostro conto corrente bancario, ma irremovibili sul ritocco dei loro privilegi? E ancora, se la politica ha dichiarato il proprio fallimento di fronte ai problemi della crisi, relegando gli italiani a dei professori che altro non sanno fare che metterci le mani dentro alle tasche, cosa vi si elegge a fare se poi delegate la nostra sovranità ad un manipolo di eurocrati senza paura del consenso?

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