La telefonata Raggi-Di Maio che preoccupa i 5 stelle

Continua la telenovela a 5 stelle che vede protagonista Virginia Raggi, sindaco di Roma, insieme ad altri big del partito. Come se non bastasse il caos che il M5S ha provocato a Roma, arriva una telefonata tra Raggi e Luigi Di Maio, che fa parte del direttorio pentastellato, che fa capire molto bene quanto sia enorme la confusione dalle parti del Campidoglio.

Siamo intorno alla mezzanotte di lunedì quando la sindaca Virginia Raggi e il portavoce Teodoro Fulgione si siedono al “Grottino”, pizzeria di via Marmorata, quartiere Testaccio, Roma. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano la sindaca va a cena con il suo collaboratore dopo l’audizione fiume, sostenuta insieme all’assessore indagata Paola Muraro, in commissione Ecomafie. Seduti al tavolo del ristorante Raggi e Fulgione parlano al telefono col vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, come si comprenderà dalla conversazione, ascoltando ciascuno da una cuffia dello stesso auricolare.

Qui di seguito le battute di Raggi e Fulgione, intervallate dalle parole di Di Maio che ovviamente non ci sono, perché – spiegano i giornalisti del Fatto – non le abbiamo potute ascoltare.

Virginia presenta a Di Maio una situazione terrificante: “Stiamo a rischio su Ama (l’azienda dei rifiuti, ndr), la situazione è terribile”. “Dobbiamo capire per cosa è indagata (Muraro, ndr) sinceramente, può essere una bolla di sapone. Quando abbiamo fatto la riunione con il mini direttorio (il gruppo romano del M5S, ndr) abbiamo detto: capiamo almeno di cosa stiamo parlando”. Fulgione commenta: “Lei ha fatto una cazzata a dire: non sono indagata”. Ancora Raggi: “Datemi qualcuno, Luigi (Di Maio, ndr), siamo senza Ama e senza assessore. Io un’altra così non la trovo. O mi dite cosa fare o andiamo a casa… perché non lo so. Sui rifiuti non so che fare”.

Fulgione: “Chi sa della mail? Non dobbiamo rivelare la questione della mail” (il portavoce chiede a Di Maio di una mail, presumibilmente quella in cui la Taverna ha chiesto di avvertirlo, ndr). Raggi: “…continuiamo a sostenere quanto ho sostenuto, cioè che dobbiamo vedere prima le carte. Prendiamo il tempo necessario. E mettiamo un’altra testa in Ama”. Raggi: “Così noi andiamo a casa. È l’unica (Muraro, ndr) che sa come funzionano queste cose”. Raggi valuta ipotesi: “I cittadini apprezzano il riconoscimento dell’errore. Dico: mi spiace non avervi informato, ma voleva sapere per cosa era indagata”. E poi: “Comunque la Procura non può utilizzare uno strumento così come un manganello, Luigi (Di Maio, ndr) ci ammazzano tutti così”.

Di Maio, sulla famosa email, ha solo risposto: “Scusate, ho letto quella mail ma ho capito male”. Questa la sua difesa. Ma le sue parole sono già diventate virali, così come lo erano state quelle dell’ex ministro Scajola in relazione alla famosa casa al Colosseo: “Mi hanno comprato una casa… a mia insaputa”.

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