La Tav riparte: sceso dal traliccio artigiano 40enne

"Non scendo perche’ non mi pagano". Con questa motivazione Antonio Simbari, artigiano 40 enne originario di Scandale e titolare di una ditta che lavora in appalto al cantiere della stazione Mediopadana di Reggio Emilia, e’ salito verso le 8 e 30 su un traliccio che da’ corrente alla Tav di Mancasale e ha minacciato di buttarsi, bloccando per oltre due ore tutti i treni dell’Alta velocita’ sulla linea Bologna-Milano. Le Ferrovie dello Stato, coinvolte di riflesso nella vicenda, hanno infatti sospeso l’elettricita’ sulla linea bloccando di fatto i treni. Sul posto, allertati un ingegnere della Tav, sono giunti i vigili del fuoco e i carabinieri del comando provinciale di Reggio che, coordinati dal comandante Giovanni Fichera, hanno cercato di rabbonire l’uomo che lamentava di non essere stato pagato per i lavori eseguiti.

Per cercare di convincerlo a sospendere la protesta e’ giunta a Mancasale anche la moglie di Simbari, che verso le 10 e 30 e’ sceso dalla trave con una autoscala aiutato da un pompiere.
 

L’artigiano e’ apparso in buone condizioni di salute, ma e’ stato comunque portato all’ospedale per tutti gli accertamenti del caso. Dopo le 10 e 30 il traffico ferroviario e’ ripreso regolarmente, con ritardi pero’ anche nei convogli regionali.

Le Ferrovie precisano che dalle 9 alle 10,30, il lasso di tempo in cui i convogli erano bloccati, sono stati dieci i Frecciarossa che hanno bypassato il tratto interrotto, utilizzando la linea convenzionale, con un allungamento dei tempi di percorrenza di circa 30 minuti.

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