La sessuologa, “dopo 50 sfumature molte donne cercano la sottomissione”

“Il film ha sdoganato certe pratiche rendendole alla portata di tutti. San Valentino? Meglio non farsi troppe aspettativa sul sesso post serata”

La sessuologa Rosamaria Spina è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus e ha parlato di alcune pratiche di erotismo estremo particolarmente in voga dall’uscita di 50 sfumature di Nero, sequel di 50 sfumature di grigio: “Le ricerche per il termine sottomissione sono cresciute del 55%, per il termine di BDSM del 42%, per dominazione del 40%? E’ evidente che c’è un legame con il film Cinquanta Sfumature di Nero. Questi dati sono ampiamente confermati dalla realtà, non perché prima queste pratiche non fossero utilizzate ma perché un tempo se ne parlava molto meno”.

“A Cinquanta Sfumature dobbiamo aver sdoganato queste pratiche, averle rese alla portata di tutti, averle rese menò tabù, come un qualcosa di meno proibito, meno vietato, come un qualcosa da poter mettere in pratica senza pensare troppo alla morale. BDSM è un acronimo che sta per bondage, sadism, masochism e domination. Il bondage è un insieme di tecniche che riguardano il legamento del corpo, da quelli più soft a pratiche un po’ più spinte che riguardano tutto il corpo. Bisogna stare attenti al bondage, un nodo fatto male, in modo troppo stretto o nel punto sbagliato del corpo può portare al soffocamento o alla rottura di parti del corpo. Questa non è una pratica così innocua come si potrebbe pensare, si può sperimentare però con le giuste cautele. Parliamo di un insieme di pratiche in cui la parte centrale è sempre la sottomissione, con tecniche che provano e fanno provare piacere mirando a infliggere dolore e umiliazione, non solo fisica ma anche psicologica. Una dominazione non solo del corpo, ma anche della mente”:

Secondo la sessuologa molte apprezzerebbero certe pratiche: “Le donne cercano sottomissione? Bisogna considerare che 50 sfumature ha aperto a un nuovo modo di vedere la sessualità all’interno della coppia. E’ facile che la donna cerchi molto più frequentemente dell’uomo il termine sottomissione perché vorrebbe riprodurre quello che è il filo conduttore del libro, dove il dominante è lui. Questo crea nella donna la fantasia della sottomissione. Poi c’è da dire che oggi molti ruoli sono capovolti: la donna prende l’iniziativa, è più trasgressiva, è più aperta. Così cerca nella sessualità anche la possibilità di ripristinare i ruoli e quindi chiede all’uomo di essere più forte, più dominante, che sappia ciò che vuole e che sappia anche prenderselo. Chi pratica certe cose non è un malato o un pervertito, la perversione subentra quando c’è un atteggiamento di dipendenza, quando l’uomo o la donna non riesce più a fare a meno di mettere in pratica certi atteggiamenti”.

Infine, dalla sessuologa, un consiglio per San Valentino: “Quello che dico sempre è che è giusto festeggiare, organizzare la cena, regalare i fiori o i cioccolatini e magari perché no anche tentare di mettere in atto qualcosa di diverso dal solito sotto alle lenzuola. Ma attenzione a fare troppi castelli in aria, San Valentino nasconde delle insidie, va bene festeggiare ma la cosa deve essere vissuta come un momento per la coppia, senza necessariamente pensare al sesso che potrebbe venirne dopo. Il rischio è l’ansia da prestazione, soprattutto per le coppie che aspettano questa serata per riprendere un’attività sessuale che è ferma da un po’”.