La Repubblica degli italiani nel mondo – di Nello Passaro

Stanchi di una politica di indifferenza, di tassazione iniqua, di corresponsione di oneri non dovuti su servizi non resi, di soppressione di servizi indispensabili, di riduzione di fondi da parte soprattutto degli ultimi governi italiani, a quanto pare avallata anche da quello attualmente in carica, suffragata da una conseguente, lacerante e progressiva disaffezione e sfiducia nei confronti del nostro Paese, potremmo anche noi italiani nel mondo, seguendo l’esempio del Veneto – e non solo – pensare di promuovere la costituzione di una sorta di repubblica federale indipendente e sovrana che operi al di fuori del territorio italiano mediante un referendum ad hoc?

E’ inammissibile continuare ad assistere inerti ad un tale comportamento dei nostri politici e governanti nei nostri confronti e del nostro Paese che, negandoci i nostri diritti e disattendendo le nostre legittime aspettative , pongono in essere forme  comportamentali gravemente discriminatorie ed esasperanti ai limiti della tollerabilità.

Ci si dimentica che per mancanza di lavoro gli italiani nel mondo sono stati costretti ad emigrare, fenomeno questo tuttora ricorrente, e che i frutti dei loro risparmi hanno contribuito e contribuiscono tuttora alla crescita sociale ed economica dei territori di provenienza ed alla ricchezza del Paese.
 
Ad una ostinata, miope ed autolesionistica politica, che solo illusoriamente fa intravedere uno spiraglio di cambiamento, di riduzione e soppressione di servizi ancora indispensabili di cui bisognano i connazionali all’estero (rete consolare, corsi di lingua e cultura italiana…), fa riscontro una politica punitiva e distruttiva nei confronti di coloro che hanno investito e  investono il frutto dei loro risparmi in Italia. Basti considerare a tal proposito la politica  degli ultimi governi che hanno delegato ai Comuni la facoltà di considerare le loro abitazioni come seconde case e concesso di imporre oneri su servizi di cui non si usufruisce, costretti al pagamento di oneri locali che dal 1990 ad oggi sono aumentati in misura del 650%, che  incidono notevolmente, anche oltre il dato evidenziato, sulla fiscalità delle loro abitazioni ed i servizi ad esse connessi, in ragione del fatto che i residenti all’estero sono oggettivamente in condizione di usufruire in misura minima dei loro immobili.

La costituzione di una repubblica federale, fondata non su base territoriale, ma sulla base di un’appartenenza etnica e del possesso della cittadinanza di cui farebbero parte tutti gli italiani nel mondo iscritti all’Aire, con un proprio autogoverno autonomo, i cui fondi per l’autofinanziamento di tutti i servizi necessari per gli italiani all’estero sarebbero costituiti in primo luogo dagli introiti fiscali sui beni posseduti sul territorio italiano dai residenti all’estero e sulla trattenuta dell’Iva sia sulle  rimesse in Italia che sull’utilizzo del denaro speso sul territorio nazionale sotto qualsiasi forma dagli italiani residenti all’estero. Altri finanziamenti da parte dello Stato italiano, quantificati sulla base del costo allo stato italiano per i cittadini italiani residenti in Italia per l’elargizione di determinati servizi previsti dalla Costituzione italiana, determinerebbero invece la parte che lo Stato italiano corrisponderebbe alla Repubblica degli italiani nel mondo.

Le tasse sulle case sugli immobili in Italia nonchè gli oneri sui servizi ed esse relativi verrebbero versati nelle casse della costituenda Repubblica italiana e non più ai Comuni e sarebbero gli italiani nel mondo a trarre i rispettivi vantaggi economici da ogni loro tipo di investimento fatto a qualsiasi titolo sul loro capitale proveniente dall’estero su tutto il territorio nazionale.

Prepariamoci quindi  a votare, senza dover temere per l’eventuale  abolizione della circoscrizione estera, per l’indipendenza dall’Italia.

Sarà pure un’idea peregrina e/o provocatoria, ma essa, tuttavia, esprime quantomeno uno stato d’animo, molto diffuso, di sfiducia e di rabbia nei confronti del modo scellerato, in generale e da tempi antichi, di come viene governata ed amministrata la nostra Nazione e di conseguenza del modo in cui vengono salvaguardati anche i nostri interessi.

La maggior parte degli italiani all’estero è fortemente delusa di non veder ugualmente corrisposto il suo amor patrio e per essere penalizzata ingiustamente per responsabilità non proprie.

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