La questione della destra – di Antonio Gabriele Fucilone

Che a destra ci sia un problema è cosa nota. I movimenti ed i partiti di centrodestra sono Forza Italia, Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra e La Destra. Se poi aggiungiamo i Moderati in Rivoluzione ed altri movimenti, capiamo che vi è una diaspora a destra. La destra italiana si è frammentata. Questo favorisce la sinistra che nel Paese è minoritaria, ma che a causa della frammentazione a destra rischia davvero di vincere. Perché vi è questa situazione? Il motivo è molto semplice: manca un’idea precisa di destra e hanno prevalso gli interessi particolari di alcuni.

Tutto partì nel 1993, quando Gianfranco Fini organizzò l’ultimo congresso del Movimento Sociale Italiano che divenne Alleanza Nazionale. Si abbandonò il post-fascismo e si andò verso una destra occidentale ed europea. Purtroppo, non si capì quale fosse stata la direzione da prendere. Nel 1994, ci fu l’alleanza con Forza Italia e la Lega Nord. Quella destra post-fascista che voleva cambiare si dovette confrontare con altre forze. Qui si sarebbe potuto fare il cantiere per costruire quella destra occidentale moderata ma nel contempo fiera di difendere l’identità italiana, una destra conservatrice nei valori ma liberale nell’economia. Silvio Berlusconi tentò in tutti i modi di creare questo tipo di destra, con la nascita del Popolo della Libertà nel 2008. Cosa successe? Berlusconi si dovette confrontare con i "vecchi arnesi della politica" che fecero crollare quel progetto, per loro limiti di idee e per interessi particolari. Fu il caso di Fini.

Fini volle proporre un partito più di centro (con l’apertura al diritto di voto agli immigrati) e con un certo laicismo. Questo fu un pretesto. Egli, in realtà, voleva scalzare Berlusconi dalla leadership dell’allora Popolo della Libertà. Questo portò alla rottura nel 2010.

Lo stesso discorso si può fare per Angelino Alfano, che con la minoranza del Popolo della Libertà ha preferito continuare a sostenere il fallimentare Governo Letta, formando il Nuovo Centrodestra, anziché confluire nel nuovo partito "Forza Italia".

Qui c’è stata un’idea di doroteismo, un’idea della vecchia Democrazia Cristiana portava i voti di destra a sinistra. Oggi, il Nuovo Centrodestra è la stampella del Partito Democratico al Governo.

Questa frammentazione rischia di scoraggiare gli elettori a votare il centrodestra. La destra va ricostituita. Per farlo, bisogna mettere da parte i succitati "vecchi arnesi della politica" e, facendo quanto proposto da Berlusconi, fare sì che ci sia una sintesi tra la tradizione cristiano-conservatrice e quella liberale, così da creare una forza di destra degna di quella grande famiglia di cui fanno parte il Grand Old Party americano, il Conservative Partry of Canada o il Liberal Party of Australia.