LA PROVOCAZIONE | Scalare dal debito pubblico 100 milioni di euro per ogni immigrato accolto in Italia

Anziché minacciare di non versare quanto dovuto all’Europa, il Governo italiano dovrebbe non versare e scalare dal proprio debito pubblico 100 milioni di euro per ogni immigrato accolto. E allora…

Seguo con attenzione le ultime vicende sull’immigrazione proveniente dall’Africa verso un’Europa che non c’è. Sì, perché tutti si scordano che noi italiani facciamo parte di un sistema basato su una moneta, l’euro, e non un sistema politico che dovrebbe chiamarsi Europa. E siccome gli anni che mi porto sulle spalle sono tanti, ho compreso che l’uomo in questo modo risponde solo ad un valore… il grano, la ciccia, i picciuli, il denaro. Insomma, the money.

Sento i vicepremier Di Maio e Salvini parlare di mancato versamento dei contributi europei per il problema immigrazione, ma questa scelta è un errore pazzesco. Vi spiego perché.

Ragioniamo con calma. Quanto costa in realtà un immigrato? E non sto parlando della vita del singolo immigrato, sto parlando delle conseguenze e dei costi reali dei singoli immigrati in un paese costretto ad incamerare immigrati per la mancanza di sostegno di un’Europa politica che non esiste.

E’ evidente che il costo di ogni singolo immigrato, in una totale mancanza di condivisione del problema da parte dell’Europa, debba deciderlo il Paese che è costretto, per trattati sbagliati o semplicemente per una questione geografica, ad accogliere. Anziché minacciare di non versare quanto dovuto all’Europa, il Governo italiano dovrebbe non versare e scalare dal proprio debito pubblico 100 milioni di euro per ogni immigrato accolto nel proprio Paese che, per darvi un idea, 100 milioni per 600.000 immigrati… beh, il conto fatelo voi.

Dopo pochi anni il nostro debito pubblico si azzererebbe e tutta l’Europa diventerebbe nostra debitrice.

I Paesi del Nord Europa, Germania in primis, giocano sempre su austerità e controllo dei soldi altrui, quindi questo Governo dovrebbe fare altrettanto, toccando i grandi paesi nel loro portafoglio, mettendo le mani nelle loro tasche, con l’obiettivo di farsi pagare bei soldi per la gestione del problema o riportare tutti ad un tavolo delle trattative che porti gli stessi a visioni più umanitarie, più collaborative e più concrete, per risolvere il problema migrazione alla fonte.