La pornostar italiana Valentina Nappi parla del porno online

Valentina Nappi ha 25 anni ed è una pornostar italiana ormai famosa in tutto il mondo. Ex allieva di Rocco Siffredi, intervistata dalla agenzia AGI racconta come si e’ trasformato il mondo della pornografia al tempo di internet. E rivela il suo sogno: vedere in gara nella notte degli Oscar di Los Angeles una pellicola hard. "Vorrei portare il porno a Hollywood, vorrei che agli Oscar potessero concorrere anche i film per adulti, come fanno quelli di genere horror".

Secondo la Nappi il cinema pornografico dovrebbe essere considerato ‘di genere’ e trattato come tale: dovrebbero partecipare agli Oscar i film "la cui finalita’ e’ pornografica, ovvero fatti per eccitare, cosi’ come partecipano film horror, fatti per spaventare”.

La vita privata di un’attrice porno presuppone, secondo la Nappi, un rapporto completamente libero. "Io e il mio fidanzato siamo una coppia aperta – spiega -. Secondo me non si puo’ fare porno senza essere una coppia aperta. Ci sono dei performer che dicono di fare sesso promiscuo solo per lavoro, pero’ in realta’ finiscono per entrare in situazioni poco carine che non ti rendono felici".

Il porno online? “Il problema e’ culturale – ribadisce -. Anche sul web siamo ghettizzati e non possiamo guadagnare come, per esempio, guadagna YouTube perche’ il porno puo’ pubblicizzare solo altro materiale per adulti quindi e’ un cerchio che si chiude e i soldi non entrano. Questo e’ il problema. Se potessimo pubblicizzare anche altro materiale, faremmo un altro tipo di incasso – aggiunge -. E cosi’ le produzioni oggi vivono di membership e pochissimi dvd. Questo, pero’, accade in America dove i sexy shop sono negozi normali. Da noi invece li nascondono: nelle grandi citta’ nessuno sa dove si trovino".

La sicurezza sanitaria e’ la priorita’ per un attore hard. "In America abbiamo un database, un ‘talent testing’ – spiega ancora -. Un test di controllo costa 150 dollari e lo facciamo ogni 14 giorni. Ogni attore e’ registrato e chiunque puo’ leggere la storia sanitaria del proprio partner di lavoro".

Il cinema pornografico oggi non esiste piu’, racconta ancora Valentina Nappi: "I film non esistono piu’, a parte la parodie come ‘Spiderman XXX’: per lo piu’ sono collezioni di scene lunghe dalle due alle cinque ore. Anche perche’ per fare i film non ci sono piu’ i soldi".

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