La marijuana legale entra in pieno nel dibattito politico: IL PUNTO di ItaliaChiamaItalia

A riaccendere i riflettori sulla marijuana leggera è stato un parere del Consiglio superiore di sanità (Css): “Non ne andrebbe consentita la vendita”. Il ministro Giulia Grillo, “conclusioni affrettate”. Ritorna il dibattito sulla ganja light

La cannabis legale, cosiddetta “cannabis light”, entra in pieno nel dibattito politico. Sotto la lente sono finiti quei negozi che vendono marijuana legale e affini. Secondo l’onorevole Beatrice Lorenzin, ex Ministro della Salute, si tratta di un “business contro la legge. Certe attività per me dovrebbero chiudere. Basta con la cultura dello sballo”.

A riaccendere i riflettori sulla marijuana leggera è stato un parere del Consiglio superiore di sanità (Css), richiesto nei mesi scorsi dal ministero della Salute, secondo cui la cannabis light, caratterizzata da una bassa concentrazione di principio attivo (Thc), potrebbe essere potenzialmente pericolosa per la salute e per questo motivo, sulla base di un principio di precauzione, non ne andrebbe consentita la libera vendita.

Ma quella del Css secondo il neoministro della Salute Giulia Grillo è “una conclusione un po’ forte, visto che si tratta di un principio di precauzione e comunque di una quantità di sostanza attiva molto bassa”. Intervista dal quotidiano la Stampa, il ministro getta acqua sul fuoco acceso “da un organo comunque consultivo, dato che poi le decisioni le prende il Governo”. E tra le decisioni, assicura, al momento “non c’è la chiusura dei canapa shop, casomai una loro regolamentazione”, “la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività. Agli italiani che ieri hanno letto un po’ di notizie allarmistiche dico comunque di stare tranquilli”.

Per il ministro M5S occorrerà inserire un divieto i vendita ai minori, “come è stato fatto per alcol e fumo di sigarette”. Sulla possibilità che nei negozi sia venduta anche marijuana non light, “i controlli sono fondamentali”.

Quello dei negozi di ganja legale è un settore in espansione, con un migliaio di punti vendita in tutta Italia ed un giro di affari, rileva Coldiretti, pari a circa 40 milioni di euro.

ASSOCIAZIONE COSCIONI RINGRAZIA MINISTRO GRILLO

L’associazione Luca Coscioni ha ringraziato la ministra della salute Giulia Grillo per le sue posizioni di apertura alla vendita della cannabis light.

“Diamo atto alla ministra della Salute Giulia Grillo” ha detto Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni “di aver fatto chiarezza relativamente al parere del Consiglio Superiore della Sanità che invitava a tornare a proibire la cosiddetta cannabis light ri-legalizzata nel dicembre 2016. Chiarito che per la ministra Grillo ’il divieto non è in discussione’ e che piuttosto sia necessaria una chiara ‘regolamentazione del settore’, la invitiamo il 26 giugno alla sala Nassirya in Senato per la presentazione del IX Libro Bianco sulle Droghe preparato dal Cartello di Genova che offre un’analisi indipendente dei dati raccolti dai vari ministeri competenti, compreso quello della salute, e formula una serie di raccomandazioni al Governo”.

Tra i punti chiave, la completa revisione del testo unico vigente sulle sostanze stupefacenti in particolare delle previsioni sanzionatorie, penali e amministrative previste, la messa a regime della regolamentazione nazionale sulla cannabis terapeutica, attualmente prodotta in quantità assolutamente insufficiente.

FARAONE (PD), BENE MINISTRO GRILLO

“La ministra Giulia Grillo questa mattina su La Stampa esprime, essenzialmente, le medesime posizioni del Pd sulla commercializzazione della cannabis light. Di ciò siamo lieti, quantomeno su questo tema potrebbe esservi continuità tra quanto fatto dai governi Renzi e Gentiloni e l’esecutivo Di Maio-Salvini”. Ad affermarlo è il capogruppo Pd in commissione Sanità al Senato Davide Faraone che prosegue “io credo il Consiglio superiore della sanità abbia generato un allarmismo eccessivo, per questo nei prossimi giorni presenterò una mozione in Senato per chiedere al ministero di finanziare uno studio che verifichi l’effettiva dannosità del prodotto commercializzato”.

CHIUSI A MACERATA DUE GROW-SHOP

Intanto sono stati chiusi, con provvedimento del questore di Macerata, due Grow-Shop e il titolare di un negozio è stato arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio.

Nel corso dell’operazione condotta anche ad Ancona, in un esercizio commerciale in pieno centro, è stato sequestrato un ingente quantitativo di ”cannabis light”, nonché 24 piante di marijuana in avanzato stato di crescita oltre a kilogrammi 13,150 di marijuana. Considerato l’importante quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuto e sequestrato, il titolare del negozio è stato arrestato.

Sempre a Macerata è emersa l’apertura di due ulteriori esercizi commerciali dello stesso tipo, dove è stata rinvenuta e sequestrata altra droga di tipo hashish e marijuana.

11 TONNELLATE DI CANNABIS SEQUESTRATE IN ALGERIA

L’ultimo rapporto pubblicato dall’Ufficio nazionale per la lotta contro la droga e la tossicodipendenza di Algeri ha messo in guardia contro le grandi quantita’ di droga marocchina che attraversano il confine algerino. Nel linguaggio delle cifre, il rapporto ha rivelato che i vari servizi di sicurezza hanno sequestrato oltre 11 tonnellate di cannabis in Algeria durante i primi quattro mesi dell’anno in corso, il 72 per cento delle quali nell’ovest del paese.